“Omofobo e sessista”: polemiche su ‘Riccione’, il film web prodotto dalla Rai

Critici i riccionesi, gli utenti di Youtube che stanno commentando negativamente il film e ora anche il presidente di Arcigay della provincia di Rimini: tutto quello che non va nel web film su Riccione prodotto da Rai Pubblicità

Bocciato, senza possibilità di appello. È polemica sul film web realizzato da Rai Pubblicità e patrocinato dal Comune di Riccione, accusato di aver fatto ricorso ai più triti stereotipi e battute di bassa di lega, provocando in definitiva più un danno di immagine che una pubblicità positiva.

Il film non è piaciuto ai riccionesi, come riporta RiminiToday, né agli utenti di Youtube, i quali stanno commentando negativamente il filmato pubblicato lo scorso 23 luglio. Tra le critiche anche quella a nome del Partito Democratico da parte dell’attore e produttore riccionese Gianluca Vannucci, che non si spiega come dall’assessorato alla cultura e al turismo "abbiano potuto permettere la messa in onda di uno spot così negativo. Purtroppo i riccionesi che non lo hanno visto o neppure ne sono a conoscenza, dovrebbero indignarsi per come ne esce la nostra città: letteralmente con le ossa rotte. Temo molto un danno d’immagine. Inutile sbandierare un milione di visualizzazioni o addirittura che il progetto è costato zero al Comune, quando i dislike sono già a quota 10mila, un vero e proprio record in negativo. Un film web che si chiama Riccione e che di Riccione non ha nulla".

si è fatto sentire anche Marco Tonti, presidente Arcigay della provincia di Rimini “Alan Turing”, che ha stigmatizzato lo spot, definendolo “un concentrato di macchiette, luoghi comuni, stereotipi, sessismo, omofobia, machismo, body shaming, condito con una recitazione penosa e una comicità che al confronto Gerry Calà (quello di "libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi") pare Pirandello. Un inno alla piattezza delle emozioni, allo stordirsi di alcol, al maschilismo predatorio (i protagonisti sono tutti maschi, le donne hanno solo la funzione di oggetto sessuale), il tutto infarcito da una violenza più o meno suggerita e allusioni sessuali da due soldi. Roba che sarebbe stata di bassa lega perfino negli anni '80”.

Quanto poi al personaggio gay che compare nello spot, questi è “rappresentato beceramente come il solito stereotipo-macchietta molesto che ci prova con tutti, lancia sguardi allupati ai protagonisti ed oggetto continuo di disprezzo e infamie (“Occhio malocchio prezzemolo e finocchio”). Un destino davvero misero per quella Riccione che era stata la capitale europea del turismo gay fin dagli inizi del 1900, lo stesso turismo gay che ha contribuito in modo determinante alla sua fama”.

Spot Rai per Riccione, accuse e polemiche

Tonti tira in ballo anche la Durex, che compare nello spot, chiedendosi come sia stato possibile che l’azienda “abbia sponsorizzato un tale pezzo di cialtroneria omofobia e sessista, (peraltro non viene nemmeno suggerito l'uso del profilattico nelle prime scene dove uno dei protagonisti, ubriaco, avvicina una sex worker; almeno quello di proteggersi durante il rapporto sarebbe stato un messaggio utile)".

Il product placement della Durex è invece attaccato allo specchietto retrovisore, cioè al caldo e sotto il sole diretto che è proprio il modo migliore per danneggiare i profilattici e renderli meno sicuri. Non consideriamo poi che la Durex ha spesso sponsorizzato i pride e combattuto omofobia e sessismo, e ritrovarsi in un video di questo tipo non le gioverà di certo e ci aspettiamo da parte di Durex (e degli altri sponsor e della RAI) una riparazione a questo brutto scivolone"

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scandaloso - conclude presidente di tArcigay della provincia di Rimini - che il Comune di Riccione abbia patrocinato questo spot e che l'assessore Caldari sia perfino riuscito a vantarsene sostenendo che l'obiettivo era l'uso di un linguaggio rivolto ai giovani (ai giovani maschi, evidentemente). Solo chi non capisce niene di giovani può pensare una cosa del genere, ma d'altra parte sono anni che Riccione fa la guerra al turismo giovanile, sul quale oggi possono mettere una pietra tombale. Purtroppo però nessuna sorpresa. Quando Riccione nega per anni il patrocinio al Rimini Summer Pride, la grande manifestazione per i diritti LGBT della Romagna, definendolo "una carnevalata" ma concedendolo ai convegni ufologici, la linea culturale pare già ben delineata. Patrocinare uno spot come questo, omofobico, sessista, machista e volgare, è una naturale evoluzione di questa linea. Questo video è una pessima pubblicità per tutta la riviera e un danno notevole per quelle città che cercano di qualificarsi come luogo accogliente e paritario per tutti e tutte, un luogo sicuro e civile, progredito ed educato, LGBT friendly e rispettoso. Cioè il contrario di quanto rappresentato in questo spot".

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