Report, riflettori sullo 'sceriffo' De Luca e la sanità campana: inefficienze pubbliche e vantaggi privati

Nuova puntata lunedì 1 giugno alle 21.20 su Rai Tre. Inchieste anche sulle mascherine fornite ai senatori e il paradosso della banda larga in Italia

Sigfrido Ranucci

Nuovo appuntamento, lunedì 1 giugno alle 21.20 su Rai Tre, con le inchieste di Report. Si comincia con 'Lo sceriffo si è fermato a Eboli', di Federico Ruffo. In Campania il Covid-19 sembra essere stato ormai debellato, grazie alla politica di tolleranza zero dello 'sceriffo' De Luca. E infatti il governatore durante l'emergenza ha visto schizzare alle stelle il suo consenso e i suoi numeri sui social, con le nuove elezioni regionali all'orizzonte. Ma fu vera gloria? E come è stata gestita l'emergenza? Il viaggio di Report nella sanità campana racconta di inefficienze pubbliche e vantaggi privati. 

Si continua con 'Senza Fibra' di Luca Chianca, con la collaborazione di Alessia Marzi. Con l'emergenza Covid-19 il governo ha decretato il lockdown e milioni di famiglie si sono trovate a casa per oltre due mesi connessi al mondo esterno solo con i cellulari e i computer. Sono così emersi tutti i paradossi di un'Italia non ancora raggiunta dalla banda larga perché gli operatori privati, nel corso degli anni, non hanno trovato vantaggioso coprire alcune aree del paese, quelle più periferiche della provincia italiana, e milioni di lavoratori e studenti sono rimasti isolati non potendo lavorare e seguire le lezioni a distanza. Per risolvere questo divario, già nel 2015 l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva lanciato un piano industriale per portare la fibra in tutta Italia con l'aiuto dell'Enel di Francesco Starace. Nasce Open Fiber, una piccola start up a partecipazione semi-pubblica, che stracciando la concorrenza con un ribasso di gara del 52% si aggiudica le gare indette dal Governo per la diffusione della banda ultra larga. Un risparmio per lo Stato di 1,2 mld con la promessa di cablare entro giugno 2020 i primi 3 mila paesi. Ma a oggi quanto è stato attivato davvero di questa rete a banda ultra larga?

E ancora, 'Le mascherine del Senato' di Giulia Presutti. A Palazzo Madama, ai tempi di Covid-19, si continua a lavorare. In commissione e in Aula i senatori votano col tablet per mandare avanti l'attività legislativa, sempre nel rispetto delle norme anti Covid. Come in tutti i luoghi di lavoro, le mascherine sono obbligatorie per tutti. Ma i senatori dove le prendono? In una delibera del 24 febbraio il Collegio dei Questori del Senato assegna ai dipendenti i dpi, le mascherine più sicure, categoria FFP2. Le linee guida sanitarie parlano chiaro: i dpi sono indicati solo per i medici che operano "in specifici contesti assistenziali". Per tutti gli altri basta mantenere la distanza di un metro e indossare una mascherina chirurgica. Allora perché le indossano i dipendenti del Senato, e addirittura i senatori? E il Senato da chi le ha acquistate, e quando?

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Infine, 'Art-Attack', di Chiara De Luca. Il mercato dell'arte contemporanea negli ultimi decenni ha avuto una crescita esponenziale. Un sistema fatto di gallerie, case d'asta, esposizioni e fiere. Un marketing sfrenato attraverso cui si modella la figura dell'artista che diventa egli stesso parte integrante dell'opera e che in molti casi travalica l'opera stessa. Da qui deriva una mutazione del concetto di valore dell'opera che viene completamente stravolto e spesso il valore commerciale finisce per pagare molto più del valore artistico.

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