Se dare da bere e mangiare a un migrante diventa reato: le storie di Scott e Cédric

Diverse e allo stesso tempo incredibilmente simili le vicende di Cédric Herrou, l'agricoltore simbolo dell'aiuto concreto ai migranti in Europa, e Scott Warren, un volontario che in Arizona sarà processato per traffico di esseri umani

Un pezzo del muro al confine tra Arizona e Messico - EPA/LARRY W. SMITH

La solidarietà è un reato. O almeno, è quello che potrebbe dedurre chi si imbatte nelle storie di Scott Warren e Cédric Herrou. Il primo, volontari di Ajo, in Arizona, sarà processato per traffico di esseri umani: è stato persino arrestato per aver dato "acqua, cibo, vestiti puliti ed un letto" ai migranti entrati dal deserto di Sonora. A raccontarlo è lo stesso Scott Warren, spiegando che "questa settimana sarò processato" e che se condannato "potrei essere condannato fino a 20 anni di carcere".

In un lungo reportage sul 'Washington Post', Warren racconta che "residenti e volontari organizzano delle spedizioni per offrire assistenza umanitaria, e lasciare contenitori di acqua, cibo in scatola, calzini ed articoli di pronto soccorso" lungo il percorso dei migranti nel deserto dove le temperature di giorno superano i 48 gradi e precipitano di notte. "Lungo quello che ormai è noto come il corridoio di Ajo, decine di corpi vengono trovati ogni anno, e si ritiene che siano molti di più quelli che non vengono scoperti".

Per decenni, aggiunge il volontario, c'è stata una pacifica coesistenza se non una collaborazione con il Border Patrol e ricorda che un giorno un agente gli disse: "Sono felice che siate qui oggi, la gente ha bisogno di acqua". Con il cambio di amministrazione a Washington la situazione è cambiata: "Sono stati negati i permessi per entrare nel Cabeza Prieta National Wildlife Refuge, distrutte le riserve d'acqua lasciate nel deserto e hanno cominciato a perseguire i volontari". Diversi membri della Ong No More Deaths in passato hanno rischiato condanne e multe fino a 10mila dollari, ma ora il caso di Warren rappresenta un salto di qualità dal momento che il volontario è stato incriminato per traffico di esseri umani e questo: potrebbe segnare "un pericoloso precedente", ammette lui stesso.

La solidarietà non è "un'invenzione recente" nella zona. E' storia. "Ad Ajo la mia comunità offre cibo ed acqua a chi attraversava il deserto da decenni, da generazioni - conclude - qualsiasi cosa succederà nel mio processo, il giorno dopo qualcuno si troverà a camminare nel deserto e busserà ad una delle nostre porte per rispondere ai bisogni del viaggiatore. Se avrà sete gli daremo da bere e non gli chiederemo i documenti. Il governo non dovrebbe criminalizzare questo comportamento".

Cédric Herrou, l'agricoltore simbolo dell'aiuto ai migranti

Diversa e allo stesso tempo incredibilmente simile è la vicenda di Cédric Herrou, l'agricoltore simbolo dell'aiuto concreto ai migranti. Herrou aveva chiesto in passato l'abolizione di quello che lui stesso aveva definito il "reato di solidarietà". L'aiuto ai richiedenti asilo l'ha catapultato in un lungo incubo giudiziario. Cédric, 39 anni, è un contadino di Breil-sur Roya, piccolo comune non lontano dalla frontiera franco-italiana. 

Un giorno di otto anni fa, poco dopo essersi trasferito a Breil, diede un passaggio in auto a un gruppetto di tunisini: fu l'inizio di tutto, negli ultimi anni è diventato il simbolo dell'accoglienza e dell'aiuto a chi raggiunge la Francia passando dall'Italia. Da quando nel 2015 i controlli alla frontiera tra Francia e Italia sono molto più serrati, e pochi migranti possono passare e continuare il viaggio verso nord, Herrou ha cominciato a ospitare uomini, donne e bambini. 

Su un suo terreno ha creato un "campeggio agricolo". Qualche tenda, roulotte, dove i migranti possono riposare, ristorarsi, trovare qualcuno li ascolti. Li trasporta lui stesso da Ventimiglia a volte con il suo furgone, ma la maggior parte  arriva a piedi dalla ferrovia che costeggia il suo terreno. Gli attivisti dell'associazione 'Roya citoyenne' hanno dato concretamente una mano a centinaia di persone, fornendo loro vitto, alloggio e assistenza legale nelle procedure di richiesta d'asilo. I controlli della polizia e le attenzioni delle forze dell'ordine nei confronti degli attivisti sono sempre più pressanti. 

Processato numerose volte, l'agricoltore è diventato un caso giudiziario in Francia: la Corte costituzionale ha escluso la punibilità per l'aiuto umanitario. Ma resta illegale l'assistenza all'ingresso irregolare. Per questo motivo il contadino no-border ha bisogno dell'ok di un giudice per uscire dal suo Paese: per questo motivo non ha potuto partecipare ad esempio a Sabir, il festival delle culture mediterranee che si è svolto a Lecce un paio di settimane fa.

Cédric e Scott: quando la solidarietà diventa un reato

"Non mi sento un eroe e non penso di fare niente di straordinario. Io vivo seguendo i valori in cui credo e mi sento assolutamente comune" ha sempre detto Herrou. "Non può essere un crimine dare cibo ed acqua a chi attraversava il deserto" continua a ripetere Warren. Valori perenni e universali. Oggi a rischio.

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"La solidarietà non è reato": il contadino simbolo dell'Europa che accoglie 

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