Abu Bakr al-Baghdadi è morto: "Ora il mondo è un posto più sicuro"

Trump: "Al Baghdadi si è fatto saltare in aria e ha ucciso tre bambini che erano con lui. Era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo"

Prima le voci, sempre più insistenti. Poi la conferma. Il leader dell'Isis, Abu Bakr al Baghdadi è morto. Lo ha annunciato il presidente Usa Donald Trump nel corso di una conferenza stampa alla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca.

"Al Baghdadi si è fatto saltare in aria e ha ucciso tre bambini che erano con lui (non è chiaro se fossero suoi figli, ndr)", ha aggiunto il tycoon . "I risultati dei test del Dna hanno confermato che il corpo è il suo. Il raid è stato impeccabile ed è stato reso possibile grazie all'aiuto della Russia, Siria, Turchia e Iraq e anche dei curdi siriani" ha aggiunto Trump. "Era un uomo malato e depravato, violento ed è morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo. Ora il mondo è un posto più sicuro".

"Gli uomini delle forze speciali Usa hanno compiuto un audace e pericoloso raid notturno nella Siria nordoccidentale e portato a termine la loro missione in modo grandioso. Il personale Usa è stato incredibile". Sono state le parole del presidente Usa Donald Trump: "Ho guardato la maggior parte dell'operazione -ha aggiunto Trump - non abbiamo perso nessuno nell'operazione. Mentre un gran numero di combattenti di al Baghdadi e compagni sono stati uccisi con lui".

Chi era Abou Bakr al-Baghdadi

Abu Bakr al-Baghdadi è il nome di battaglia del terrorista iracheno Ibrahim Awad Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai, nato a Samarra il 28 luglio 1971 e 'califfo' dell'autoproclamato Stato Islamico (Isis), sorto nel giugno 2014 in alcuni territori tra l'Iraq nord-occidentale e la Siria orientale. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004. Al-Baghdadi si rivelò al mondo cinque anni fa. All'inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l'Isis aveva preso il controllo della città di Mosul, al-Baghdadi apparve in un video che lo ritraeva nella moschea Al-Nouri mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava "califfo" di un territorio che si estendeva dalla Siria all'Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala. Da allora, si sono succedute le drammatiche e sanguinose tappe dell'ascesa e della caduta dello Stato Islamico.

Nel 2014 il massacro degli yazidi

Nell'agosto del 2014, i miliziani dell'Isis avviano nel nord dell'Iraq il massacro e la riduzione in schiavitù di migliaia di appartenenti alla minoranza religiosa degli yazidi, e cominciano a diffondere una serie di video nei quali vengono mostrate le decapitazioni di ostaggi occidentali. Nel settembre dello stesso anno, gli Stati Uniti danno il via ad una campagna di bombardamenti, colpendo anche la 'capitale' dell'Isis, Raqqa. Nel gennaio del 2015, lo Stato Islamico è all'apice della sua espansione territoriale, con il controllo di un'area di 88mila chilometri quadrati, tra la Siria occidentale e l'Iraq orientale, nella quale vivono quasi 8 milioni di persone. Le entrate dell'Isis ammontano a miliardi di dollari, grazie al contrabbando del petrolio, alle estorsioni e ai rapimenti di ostaggi. Nel marzo 2016, le forze militari del governo siriano riconquistano l'antica città di Palmira, che poi verrà persa di nuovo nel dicembre dello stesso anno e definitivamente riconquistata nel marzo 2017.

Mosul è stata liberata dall'Isis nel 2017

A luglio dello stesso anno, le forze irachene liberano Mosul, ma il prezzo pagato è altissimo. In 10 mesi di battaglia muoiono migliaia di civili, la città viene in gran parte distrutta e circa 800mila persone perdono le loro abitazioni. Nell'ottobre 2017, le Forze democratiche siriane (Sdf) riprendono il controllo di Raqqa, mettendo fine a tre anni di dominio dell'Isis. A dicembre, il governo iracheno dichiara la vittoria contro lo Stato Islamico, riprendendo il controllo del confine tra Iraq e Siria. A febbraio di quest'anno, il presidente Usa Donald Trump dichiara che l'Isis è prossimo alla sconfitta, dopo settimane di battaglia per la riconquista degli ultimi territori in mano jihadista, lungo il confine siriano-iracheno. Il 23 marzo, le milizie curde-siriane dell'Sdf annunciano la caduta di Baghuz, l'ultima roccaforte dell'Isis. E' "la totale eliminazione del cosiddetto califfato e la sconfitta territoriale al 100 per cento dell'Isis".

"È morto il capo dell'Isis al Baghdadi" 

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