La storia di Asia Bibi, da otto anni nel braccio della morte "per aver offeso Maometto"

Contadina e madre di cinque figli, le accuse contro Asia Bibi risalgono al 2009 quando venne denunciata per blasfemia da alcune colleghe musulmane. La sua assoluzione ha provocato proteste in molte città del Pakistan tanto da spingere il governo a cedere alle richieste degli islamisti radicali

Foto Epa

Che cosa succederà adesso ad Asia Bibi? Il caso della donna cristiana condannata a morte in Pakistan per blasfemia (e poi assolta dalla Corte Suprema) torna a far discutere. Ieri l’avvocato che ha salvato la donna dall’impiccagione, Saif ul Mulook, ha dovuto lasciare il Pakistan dichiarando di temere per la sua vita dopo le minacce degli islamisti radicali. Questo mentre si parla apertamente di una possibilità che venga chiesta la revisione della sentenza di assoluzione della donna.

La storia di Asia Bibi

Ma che cosa ha fatto Asia Bibi per meritarsi la galera? Contadina e madre di cinque figli, Asia Bibi è in bilico tra la vita e la morte dal 2010. Le accuse contro la donna, oggi 47enne, risalgono al 2009 quando le sue compagne di lavoro, tutte musulmane, la accusarono di aver contaminato la loro acqua immergendo la sua tazza nella brocca comune. Le donne denunciarono Asia Bibi ad un predicatore sostenendo che, durante la discussione che seguì, avrebbe offeso apertamente Maometto, macchiandosi del reato di blasfemia. Prima di consegnarla alla polizia, però, i suoi aguzzini l’avrebbero rinchiusa in uno stanzino e picchiata selvaggiamente. Durante quelle violenze secondo l’accusa Asia Bibi avrebbe ammesso le sue "colpe".

L'assoluzione e le proteste di piazza

Mercoledì scorso la corte suprema del Pakistan ha però assolto la donna da tutte le accuse (anche alla luce del fatto che la confessione le venne estorta da una folla inferocita). Bibi è sembrata incredula alla lettura del verdetto. La sua assoluzione ha però provocato enormi tensioni in tutto il Paese, con i gruppi radicali che hanno manifestato più volte contro la sentenza invocando una rivolta di popolo. Ci sono state manifestazioni di piazza in diverse città, organizzate da Tehreek-e-Labaik Pakistan (TLP), un gruppo religioso estremista diventato partito politico, che chiede la condanna a morte della donna. I cristiani, minoranza perseguitata, sono spesso presi di mira nel Paese.

L'avvocato costretto a lasciare il Pakistan

L’avvocato che ha difeso la donna ha dovuto lasciare il Pakistan. "Nello scenario attuale mi è impossibile vivere in Pakistan", ha detto il legale prima di imbarcarsi su un aereo stamani. "Ho bisogno - ha aggiunto - di restare in vita perché devo proseguire la battaglia giudiziaria per Asia Bibi". Il riferimento è al fatto che alla sua cliente non è stata accordata alcuna protezione. Il Canada ha già fatto sapere di voler concedere asilo alla donna. Ma per ora Asia Bibi non potrà lasciare il Pakistan. Per il legale, la reazione violenta alla sentenza è stata "dolorosa ma non inattesa". Ma quel che è più doloroso "è la risposta del governo".

L'accordo tra il governo e gli islamisti

Il riferimento è che l’accordo, un testo in cinque punti, prevede da parte del governo una non opposizione al deposito di una richiesta di revisione del giudizio presso la Corte suprema e che lancerà una procedura per impedire ad Asia Bibi di lasciare il territorio. Questo significa che Asia Bibi non potrà uscire di prigione in attesa dell’esame di richiesta di riesame.

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