Attacco al petrolio saudita, produzione dimezzata: c'è il rischio "prezzi alle stelle"

L'Arabia Saudita ha dovuto tagliare la produzione di 5,7 milioni di barili il giorno, pari al 5% di quella mondiale. Gli esperti: ''Il rischio di una escalation di rappresaglie, che porterà a un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio, è aumentato in modo significativo"

Un impianto petrolifero Aramco in Arabia Saudita (FOTO ANSA)

Dopo l'attacco a due impianti petroliferi di proprietà della compagnia statale Aramco, la produzione di petrolio dell'Arabia Saudita è stata tagliata di 5,7 milioni di barili il giorno, come reso noto dalla stessa Aramco. Il presidente dell'azienda Amin Nasser, ha dichiarato che sono in corso lavori per ripristinare la produzione e un aggiornamento verrà fornito entro circa 48 ore. Lo stop colpisce oltre la metà della produzione totale di petrolio dell'Arabia Saudita. Al momento le reali conseguenze non sono calcolabili, ma secondo le previsioni degli analisti perdere di colpo una fetta pari al 5% della produzione globale, potrebbe avere delle pesanti ripercussioni sul prezzo del greggio.

Attacco al petrolio saudita, gli analisti: ''Ci saranno conseguenze''

L'attacco di ieri che ha colpito il giacimento di Khurais, uno dei principali dell'Arabia saudita, e Abqaiq, il sito in cui ogni giorno vengono processati sette milioni di barili di greggio, dove ieri sono state colpite 15 strutture diverse (secondo una valutazione del governo americano) e che è stato ridotto a "un rottame", avrà conseguenze. "Abqaiq è il cuore del sistema e ha appena avuto un infarto", spiega al Wall Street Journal Roger Diwan, consulente petrolifero per Ihs Markit, sottolineando che è ancora impossibile prevedere le conseguenze esatte del raid di ieri rivendicato dagli houti yemeniti ma attribuito dagli Stati Uniti all'Iran.

"Abqaiq è forse uno sei siti più importanti del mondo per l'approvvigionamento di petrolio. I prezzi del greggio balzeranno dopo l'attacco. Se il blocco della produzione è esteso, sarà probabile che si ricorrerà al rilascio di Riserve petrolifere strategiche da parte dei paesi dell'Agenzia internazionale per l'energia. In ogni caso, il rischio di una escalation di rappresaglie, che porterà a un ulteriore aumento dei prezzi del petrolio, è aumentato in modo significativo", ha spiegato in una intervista al Guardian Robert McNally, del Gruppo per l'energia Rapidan.

Un colpo pesante al petrolio saudita

Abqaiq è l'impianto di stabilizzazione del greggio più grande del mondo, un sito in cui dal petrolio appena estratto vengono rimosse le impurità solforose. Il petrolio viene quindi trasformato in greggio dolce, pronto per essere trasportato nelle raffinerie dove sarà ulteriormente trattato. Una fonte informata citata dal quotidiano americano ha confermato che la produzione di greggio dell'Arabia saudita è stata "pesantemente colpita" dal raid di ieri. Gli incendi divampati sono stati contenuti, si è limitato a spiegare questa mattina il chief executive di Aramco, Amin Nasser anticipando notizie più precise entro le prossime 48 ore.

Riad ha sospeso la produzione di 5,7 milioni di barili al giorno, più della metà della sua produzione complessiva, e più del cinque per cento della produzione globale. La borsa saudita, il Tadawul, ha perso il tre per cento e gli investitori scommettono per l'aumento del prezzo del petrolio all'apertura dei mercati asiatici nelle prossime ore. L'Agenzia internazionale per l'energia per il momento precisa solo che "segue con attenzione l'evolversi della situazione". "Siamo in contatto con le autorità saudite, così come con i principali produttori e consumatori. Per il momento, i mercati sono ben riforniti", ha aggiunto un portavoce.

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