Il "terrorista qualunque": da Nizza alla Baviera, i nuovi soldati dell'Isis

Non serve pianificare o addestrare. O almeno non serve più. Dopo Nizza, l'Isis rivendica anche l'attacco compiuto da un 17enne afgano a colpi di accetta contro chi era sul treno regionale. Per il terrore è il momento dei "lupi solitari". Per rivendicare è sufficiente una bandiera dell'Isis dipinta a mano e il grido "Allah Akbar"

A sinistra l'attacco "militare" alla redazione di Charlie Hebdo, a destra il camion "killer" di Nizza

Lupi solitari. Cani sciolti. I commando di Parigi, dal sangue "di" Charlie Hebdo e del Bataclan, e Bruxelles sembrano ormai un brutto ricordo. L'Isis si è trasformato da soggetto ad aggettivo delle stragi. E' il compimento della strategia del terrore del Califfo, un terrore "diffuso", che segue il principio della "persona chiunque" che può, in un attimo, trasformarsi in terrorista. 

Dopo Nizza, lo Stato Islamico ha rivendicato anche l'attacco avvenuto lunedì sera su un treno regionale in Germania. Un attacco a colpi di accetta contro i passeggeri. Un attacco compiuto "da un nostro combattente". Stavolta non è un padre di famiglia "depresso" per la fine della sua storia, "ultimo" tra gli ultimi dei sobborghi della lussuosa Nizza. Stavolta è un ragazzo afgano di 17 anni che, secondo la polizia tedesca, avrebbe compiuto l'aggressione "per vendicare i raid della coalizione contro l'Isis". 

Così, su Amaq (agenzia stampa che orbita nel mondo jihadista) l'Isis ha rinvendicato l'attacco e "salutato" il suo combattente, ucciso dalla polizia al termine dell'aggressione. Drammatico il bilancio dell'attacco: quattro feriti gravi, tutti originari di Hong Kong. Il giovane è poi fuggito dal treno prima di essere rintracciato e ucciso da un commando speciale della polizia tedesca. Secondo alcuni testimoni avrebbe gridato Allah Akbar prima di compiere l'aggressione e nella casa in cui era ospitato come richiedente asilo è stata ritrovata una bandiera dell'Isis dipinta a mano.

Bastano questi particolari, un grido e una bandiera fatta in casa, per dare all'Isis la possibilità di rivendicare un attentato. Per trasformare un semplice ragazzo in un terrorista. E' l'applicazione alla lettera della guida per il "perfetto terrorista" stilata dallo sceicco Abu Obeidah Abdullah Al Ghanm e scoperta in rete lo scorso gennaio. "Niente barba. Niente vestiti occidentali" per non essere individuati dai servizi segreti. E ancora: al momento dell'attacco "non portatevi dietro i documenti veri, radetevi la barba, confondetevi con il pubblico locale". 

Non serve, oggi, andare in Iraq, in Siria, in Libia per farsi indottrinare ed essere addestrati. L'importante è "non comportarsi come un musulmano, indossare abiti occidantali e non frequentare le moschee". Niente vestiti scuri. "Indossate una camicia rossa o gialla, muovetevi come un qualsiasi turista, come un normale viaggiatore". E' così che, oggi, l'Isis può rivendicare stragi o attacchi mai pianificati. Attentati scoperti dai siti d'informazione ma usati al proprio scopo: diffondere il terrore. E' così che siamo passati dagli "attentati dell'Isis" agli attentati "per l'Isis". 

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