Infanzia e futuro negati: ecco i bambini che lavorano

Ci sono Stati in cui è una consuetudine e altri dove è invece un tabù silenzioso ma presente. Il lavoro minorile continua a essere una piaga sociale in tutto il mondo, anche in paesi insospettabili

In Bangladesh sono 7,4 milioni i bambini costretti ogni giorno a lavorare, anche se l’età minima per l’assunzione è 14 anni. Non viene concesso neppure il salario minimo di 66 dollari al mese. In tutto il mondo sono più di 150 milioni i bambini intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica e li condannano a una vita senza gioco e scuola. Il lavoro minorile è un fenomeno che si concentra nelle aree più povere del pianeta ma non mancano casi di bambini sfruttati anche in zone di quello che chiamiamo "nord del mondo".

Secondo l'ILO (international labour organization) di questi 150 milioni 74 sono impiegati in forme di lavoro pericolose: in Cambogia i bambini lavorano in miniera, mentre nello Zimbabwe sono a contatto con sostanze chimiche e pesticidi nelle piantagioni di thé. C'è poi il lavoro per strada, quando i piccoli sopravvivono raccogliendo rifiuti o vendendo cibo e bevande. Questo capita in Asia, Africa, America Latina e anche in Europa. Invece a Dakar sono ben 8mila i bimbi mendicanti. Infine c'è lo sfruttamento sesuale a fini commerciali, che coinvolge quasi un milione di bambini ogni anno. 

LE BAMBINE, QUELLE PIU' SFRUTTATE - Se nel mercato del sesso le bimbe sono più richieste, il loro sfruttamento avviene anche attraverso il lavoro domestico e familiare, che sfugge alle statistiche. Per le bambine esso diventa spesso una vera e propria forma di schiavitù, che le costringe a vivere nell'incubo della violenza e dell'abuso.

UN PROGETTO PER CAPIRE - Unicef, ILO e Banca Mondiale per monitorare la situazione e comprendere le varie tipologie d'intervento possibile ha dato vita a Understanding Children's Work (UCW), un progetto di ricerca che ha consentito di "fotografare" con precisione la realtà del lavoro minorile in diversi Paesi in via di sviluppo, orientando così le strategie finalizzate ad affrontare il problema. Una questione di fondamentale importanza anche ai fini del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio 1 (eliminazione della povertà estrema) e 2 (raggiungimento dell'istruzione primaria universale). 

ALLARME ANCHE IN ITALIA - Il fenomeno è diffuso anche in molte regioni italiane, da Nord a Sud. I minori sono impegnati come manovali, meccanici, braccianti agricoli, camerieri. E molti sono giovanissimi: 11-12 anni. Lo dice il rapporto di Save the Children, "Lavori Ingiusti", indagine sul lavoro minorile e il circuito della giustizia penale. Sono stati intervistati 439 ragazzi: il 66% racconta di aver lavorato prima dei 16 anni. Oltre il 40% ha avuto esperienze lavorative al di sotto dei 13 anni e l'11 per cento ha svolto delle attività persino prima degli 11 anni. In 7 casi su 10 casi si tratta di giovani italiani, negli altri i ragazzi hanno origini straniere. 

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