martedì, 21 ottobre

Berlino, se Atene esce dall'euro l'Ue non crollerà

Il ministro delle Finanze tedesco: "Vogliamo che la Grecia rimanga nella zona euro, ma lo deve volere e deve mantenere gli impegni"

Giulia Sabella 11 maggio 2012

L'uscita della Grecia dall'eurozona non metterà in pericolo il futuro dell'Unione. E' quanto ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble al giornale Rheinische Post

“In questi ultimi due anni abbiamo imparato molto e abbiamo costruito dei meccanismi di protezione” ha dichiarato il ministro, come riporta il quotidiano greco Ekathimerini. “Il rischio di contagio degli altri Paesi dell'Eurozona è stato ridotto e la zona euro, nel suo insieme, è diventata più resistente”.

“Vogliamo che la Grecia rimanga nella zona euro, ma lo deve volere e deve mantenere gli impegni” ha continuato Schaeuble. “Non possiamo costringere nessuno. L'Europa non affonderà così facilmente”. “Dobbiamo dire ai nostri amici e partner greci, onestamente e apertamente, che non esiste un altro modo (per uscire dalla crisi, ndr) di quello che abbiamo già concordato”. 

Schaeuble ha quindi ribadito quanto detto dal ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, davanti ai deputati del Bundestag, come riporta il quotidiano francese Le Monde. “Noi contiamo di mantenere le nostre promesse d'aiuto. Ma questo significa che la Grecia deve mettere in atto le riforme che abbiamo concordato”. 

Una critica è invece arrivata da Oltreoceano. Ieri il presidente Barack Obama, paragonando l'economia statunitense a quella europea, ha sottolineato come Washington abbia adottato delle misure di crescita. “L'Europa è sempre in una situazione difficile, in parte a perché (i suoi leader, ndr) non hanno adottato quelle misure decisive che noi abbiamo preso all'inizio della recessione”.

Le elezioni che si sono tenute in Grecia domenica scorsa hanno di fatto bocciato i due maggiori partiti del Paese, Nuova Democrazia e Pasok, gli stessi che hanno appoggiato la politica di austerità del primo ministro tecnico Lucas Papademos, insediatosi nel novembre del 2011 per far fronte alla crisi.

I veri vincitori sono stati i neonazisti di Alba Dorata, che per la prima volta in 40 anni sono riusciti ad avere una rappresentanza in Parlamente, e i membri della sinistra radicale di Syriza.  I cittadini greci hanno dunque manifestato la propria sfiducia verso la politica di austerità voluta da Bruxelles. Il conservatore Antonio Samaras (Nd) e Alexis Tspiras (Syriza) hanno inutilmente cercaro di formare un governo. Ora gli occhi dell'Europa sono puntati su Evangelos Venizelos, leader del Pasok ed ex ministro dell'Economia sotto Papademos. 

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