A Roma si decide il destino dell'Europa dopo la Brexit: "5 scenari per la Ue del 2025"

Il 25 marzo i capi di stato europei celebreranno il sessantesimo anniversario dei trattati di Roma: sul tavolo il "libro bianco della Ue" in cui il presidente della Commissione Europea Juncker ha tracciato cinque evoluzioni dopo l'uscita del Regno Unito

Roma 1957, la firma del trattato che sancisce la nascita della Comunità economica europea

La Commissione europea ha adottato il "Libro bianco sul futuro dell'Europa", tracciando cinque scenari per la possibile evoluzione dell'Ue dopo la Brexit. Lo ha presentato il  presidente dell'esecutivo comunitario, Jean-Claude Juncker. I capi di Stato e di governo degli Stati membri che resteranno dopo la Brexit dovrebbero discutere del documento al Vertice di Roma del 25 marzo: "Con il 60/mo anniversario dei trattati di Roma è giunto il momento per un'Europa unita a 27 di definire una visione per il futuro" ha detto Junker.

Il documento, come ha spiegato Juncker, è stato pubblicato affinché costituisca una base di discussione al vertice di Roma, in un anno importantissimo per l'Europa del dopo Brexit: nel 2017 andranno al voto Olanda, Germania e Francia che costituirà il vero test per il destino dell'Unione.

Scenario uno: "Avanti così" - Nello scenario uno, "Avanti così", si prevede di proseguire nel solco tracciato fino ad ora: ci si concentra sull'attuazione del programma di riforme, ma si potranno incontrare battute d'arresto nel caso di argomenti che suscitano forti contrasti tra Paesi.

"Solo il mercato unico"- Nella seconda ipotesi, "Solo il mercato unico", l'Ue si rifocalizza progressivamente su questa sola politica perché i 27 non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di argomenti. Un'idea che sarebbe piaciuta probabilmente alla Gran Bretagna se non avesse optato per il divorzio. In questo caso è possibile immaginare che i controlli periodici complicheranno l'attraversamento delle frontiere e sarà più difficile trovare lavoro all'estero.

Terzo scenario: "Approccio più intergovernativo" - La terza idea, "Chi vuole di più fa di più", è quella dell'Europa a più velocità, dei cerchi concentrici, con un approccio più intergovernativo, che piace alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Francois Hollande, ma che alcuni "Paesi Visegrad" ed altri più piccoli osteggiano per il timore di restare indietro. Di fatto in parte già esiste con Schengen e l'Eurozona, ma potrebbe vedere nuove cooperazioni rafforzate tra "coalizioni di volenterosi".

Quarta ipotesi - "Fare meno, in modo più efficiente" è il quarto scenario che, mantenendo l'approccio comunitario, circoscrive le aree di intervento concentrando le risorse a disposizione, per raggiungere risultati più efficaci, in tempi più rapidi.

Rafforzare la spinta federalista - Mentre la quinta ipotesi, "Fare molto di più insieme", rappresenta la spinta federalista (piuttosto improbabile dati i venti populisti che spirano sull'Europa). In questo caso gli Stati condividerebbero in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.

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Commenti (1)

  • ...quindi tutti scenari postivi pro unione...tutte previsioni studiate e strumentalizzate per la paura che qualcun altro stato esca dall'unione!...Paura eh?!?!?

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