La Corea del Nord minaccia: "Rischio guerra nucleare improvvisa"

Se da un lato Trump spera in una "soluzione pacifica della crisi" ma avverte Kim Jong-Un di "comportarsi bene", Pyongyang alza i toni e, per bocca del suo ambasciatore all'Onu, ribatte: "Una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro nella penisola coreana"

Non si placa la tensione tra Usa e Corea del Nord. Da un lato Trump afferma di volere la pace ma ribadisce che tutto dipende da Kim Jong-Un ("Spero che sia possibile una soluzione pacifica con la Corea del Nord", ha detto il presidente, aggiungendo però che Kim "deve però comportarsi bene") mentre Pyongyang mostra ancora una volta i muscoli e ribatte, per bocca del suo ambasciatore all'Onu in una dichiarazione ai giornalisti nel Palazzo di Vetro: "Una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro nella penisola coreana", con gli Usa che "disturbano la pace e la stabilità globale, insistendo in una logica da gangster".

Nelle stesse ore in cui il vicepresidente degli Stati uniti Mike Pence è impegnato in una visita in Giappone per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza di fronte ai rischi del programma di armamento atomico di Pyongyang, la Corea del Nord minaccia di compiere test missilistici "ogni settimana" e il vice ministro degli Esteri Han Song-Ryol ha detto che il programma atomico nordcoreano può solo subire un’escalation. “Condurremo ulteriori test missilistici su base settimanale, mensile e annuale”, ha detto Han in un’intervista alla Bbc, minacciando “guerra totale” se gli Stati Uniti decideranno di prendere iniziative contro Pyongyang. Pence dice che il presidente americano Donald Trump spera che la Cina userà le sue "leve straordinarie" per fare in modo che la Corea del Nord abbandoni il suo programma missilistico e nucleare.

In tutto ciò, Pechino osserva e lavora per mediare. La situazione è "molto delicata e pericolosa", fa sapere il ministro degli esteri cinese Lu Kang, secondo il quale bisogna ridurre le tensioni per "tornare al tavolo negoziale e risolvere i problemi con mezzi pacifici". L'obiettivo è quello di far ripartire il dialogo multilaterale, fermo dal dicembre 2008. Anche Mosca preme per una mediazione. "Non accettiamo le spericolate iniziative missilistiche di Pyongyang che violano le risoluzione dell'Onu - ha spiegato Lavrov - ma questo non significa che si possa violare il diritto internazionale. Spero che non ci siano iniziative unilaterali come quella vista di recente in Siria", ha chiarito il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. 

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