Coronavirus, la Cina rischia una nuova ondata: è di nuovo 'lockdown'

Nella provincia dell'Henan 600mila persone sono state confinate in casa e anche ad Hong Kong il rientro alla normalità è stato interrotto

A Wuhuan l'8 aprile potrebbe finire la quarantena iniziata a gennaio. FOTO EPA/ROMAN PILIPEY

È di nuovo paura coronavirus in Cina: le autorità hanno imposto il 'lockdown' nella contea di Jia, nella provincia di Henan, per il timore di una nuova ondata di casi di coronavirus. Sono circa 600mila le persone confinate in casa nella regione che confina con l'Hubei, la provincia epicentro del coronavirus.

Le misure sono state adottate dopo che sabato nella città di Luohe, nella provincia di Henan, è stato confermato un nuovo caso. La persona positiva è entrata in contatto con due medici di Jia successivamente risultati contagiati, sebbene asintomatici.

Per la prima volta le autorità sanitarie cinesi segnalano inatti anche i casi di coronavirus tra i soggetti asintomatici. I dati della Commissione sanitaria nazionale parlano di un totale di 1.367 pazienti asintomatici.

casi coronavirus cina 2 aprile 2020-2

Ma anche nella regione ad amministrazione speciale di Hong Kong il rientro alla normalità è stato interrotto. Il governo ha ordinato la chiusura per due settimane di tutti i bar e i pub a partire da domani. La nuova misura è stata annunciata dalla ministra per la Salute, Sophia Chan Siu-chee, dopo che si sono registrati 37 nuovi contagi da coronavirus portando il totale a 802.

Almeno 69 casi di contagio locale sono legati a bar o pub, ha detto la ministra, aggiungendo che una delle catene di queste infezioni ha coinvolto un neonato di 40 giorni". Venerdì scorso era stata ordinata la chiusura di cinema, sale da festa e palestre. Ieri la misura era stata estesa anche a nightclub e locali per il karaoke e il gioco del mahjong. Nei ristoranti vanno mantenute le distanze di un metro e mezzo.

La testimonianza di Heather Parisi dalla Cina: "Oggi possiamo uscire, ma vietati tavoli al bar" 

Intanto a Wuhan da due settimane non si segnalano nuovi casi di contagio e l’8 aprile potrebbe finire la quarantena cominciata il 23 gennaio.

Coronavirus, anche il Giappone pensa al lockdown

In Giappone, così vicino al focolaio originario, le abitudini culturali hanno fatto da barriera naturale contro il coronavirus: inchini al posto di strette di mano, mai scarpe dentro case e mascherine diffusissime in ogni stagione. Tuttavia i numeri del contagio fanno salire le ipotesi di lockdown.

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Il governo ha deciso di mandare due mascherine a casa di tutti i giapponesi, lavabili e riutilizzabili.

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