"Zero nuovi casi di coronavirus": l'annuncio della Cina che rincuora il mondo

Per la prima volta da settimane da Wuhan, la prima metropoli del mondo a confrontarsi con la minaccia nuovo coronavirus, non arriva alcuna segnalazione di trasmissione di covid-19

A wuhan hanno riaperto le fabbriche FOTO EPA SHEPHERD ZHOU CHINA OUT

Nessun nuovo caso di coronavirus nelle ultime 24 ore a Wuhan, la città cinese della provincia di Hubei dove si è inizialmente manifestata l'epidemia di COVID-19.

Inoltre nessuna segnalazione di trasmissione locale è arrivata in tutto il territorio cinese. È la prima volta da settimane.

I nuovi dati arrivati dalla Commissione sanitaria nazionale cinese rincuorano ma gettano anche un allarme sul rischio di casi di ritorno. Con gli ultimi 34 nuovi casi sale a 189 i contagi in Cina non legati ad una trasmissione locale. Dei 34 nuovi casi 'importati', 21 si registrano a Pechino, nove nella provincia di Guangdong, due a Shanghai, uno nella provincia di Heilongjiang e un altro in quella di Zhejiang.

Coronavirus, qual è la reale letalità

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A Wuhan, in Cina, la prima metropoli del mondo a confrontarsi con la minaccia nuovo coronavirus, era pari all'1,4% il rischio complessivo di mortalità per caso sintomatico di Covid-19. A fotografare la situazione così come appariva al 29 febbraio 2020, con numeri più aggiornati e completi sull'entità dell'epidemia è uno studio pubblicato su 'Nature Medicine'. Si tratta di una dato che 'corregge' al ribasso le stime precedenti. E potrebbe essere rincuorante per l'Italia, oggi alle prese con una curva epidemica ancora in salita.

I numeri del gigante asiatico mostrano che al 29 febbraio 2020 c'erano 79.394 casi confermati di Covid-19 e 2.838 decessi nella Cina continentale. Di questi, 48.557 contagi e 2.169 morti erano concentrati a Wuhan. Gli autori del lavoro - Joseph Wu e colleghi dell'University of Hong Kong - spiegano l'importanza di non trascurare simili statistiche. Una priorità chiave per la salute pubblica durante l'emergere di un nuovo patogeno, evidenziano, è infatti la stima della gravità clinica della malattia provocata.

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Gli scienziati hanno quindi prima calcolato che al 29 febbraio 2020 il rischio di mortalità per caso sintomatico di Covid - cioè la probabilità di morire dopo lo sviluppo dei sintomi - a Wuhan era dell'1,4% e hanno poi guardato alle fasce d'età: dai loro calcoli è emerso che, rispetto alle persone di età compresa tra 30 e 59 anni, gli under 30 e il gruppo dai 60 in su hanno rispettivamente 0,6 e 5,1 volte più probabilità di morire dopo aver sviluppato i sintomi.

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