Caos Libia: cosa sta succedendo

Le truppe guidate da Haftar si stanno dirigendo verso Tripoli, dove ha sede il governo di Fayez al Serraj, riconosciuto da Italia e Nazioni Unite. Si teme una violenta escalation, Salvini: “Intervento armato sarebbe un dramma''

Le truppe di Haftar verso Tripoli (FOTO ANSA)

Tensione sempre più alta in Libia, dove dallo scorso 4 aprile le truppe guidate dal maresciallo Khalifa Haftar si stanno muovendo verso la capitale Tripoli, dove risiede il governo di Fayez al Serraj, ossia quello riconosciuto dall'Italia e dalle Nazioni Unite. Le truppe di Haftar sono a 40 chilometri da quelle di Serraj, ma con il passare del tempo aumenta il timore che possa scoppiare una guerra tra le due fazioni, che andrebbe a complicare ancor di più la situazione già critica del Paese africano. La condizione di doppio Governo, uno riconosciuto dalle autorità internazionali e l'altro seguito da una buona parte dei libici, è la conseguenza della deposizione di Gheddafi avvenuta nel 2011.

Scontri in Libia: ci sono vittime

Almeno 21 morti e 27 feriti negli scontri in corso alle porte di Tripoli. A diffondere il bilancio, come riferisce il portale libico Alwasat, è un portavoce del ministero della Sanità di Tripoli.

L'Onu: "Due ore di tregua per evacuare i civili"

L'Onu chiede una breve tregua umanitaria in Libia per consentire l'evacuazione di feriti e civili dalle aree attorno alla capitale Tripoli. La tregua dovrebbe iniziare alle 16 e durare 2 ore, come chiarito dalla missione Onu nel paese (Unismil).

Raid aerei a Sud di Tripoli

Un raid aereo delle forze del governo di accordo nazionale è stato realizzato contro le postazioni dell'esercito del generale Khalifa Haftar a sud di Tripoli, nella zona dell'aeroporto internazionale chiuso nel 2014 e a Wadi Rabea. Lo rende noto su Twitter il Libya Observer. Altre fonti riferiscono che "missili", o quanto meno "razzi Grad" sono stati lanciati dalle forze del generale Haftar a Garian, a sud di Tripoli.

Serraj: ''Haftar ha tradito''

Il generale Khalifa Haftar si è macchiato di ''tradimento'' con l'offensiva militare lanciata verso Tripoli . Lo afferma il presidente del Consiglio presidenziale, Fayez al Serraj, in un messaggio televisivo, come riferisce l'emittente 'Al Jazeera'. "Abbiamo allungato le nostre mani verso la pace ma - ha detto Serraj - dopo l'aggressione compiuta da parte delle forze appartenenti ad Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale, non troverà nient'altro che forza e fermezza".

Mentre ospitavamo a Tripoli il segretario generale dell'Onu", Antonio Guterres, "siamo rimasti sorpresi ascoltando della mobilitazione militare di Haftar dopo i progressi per una soluzione politica nel Paese" ha aggiunto dagli schermi della tv di Stato. "Tutti coloro che sono coinvolti nell'attuale conflitto a Tripoli saranno condotti davanti alla giustizia, a livello locale e internazionale"

Catturati 70 miliziani

Secondo quanto riporta ill 'Lybia Observer', oltre 70 miliziani provenienti dalla Libia orientale e collegati alle forze del generale Haftar sono stati catturati nell'area dell'aeroporto di Tripoli e nel distretto di Sawani. Intanto Serraj ha anche convocato l'ambasciatore francese in Libia, Béatrice du Hellen, per protestare ufficialmente per il sostegno di Parigi ai gruppi armati del generale, fa sapere ancora il quotidiano, citando fonti governative di Tripoli. Serraj, si legge, ha protestato in maniera vigorosa "con l'ambasciatore Hellen per il collegamento tra il suo Paese e l'attuale attacco contro la capitale". La Francia, prosegue l'articolo, starebbe dando "luce verde ad Haftar per attaccare e prendere possesso di Tripoli nel tentativo di fare la parte del leone" in relazione alle "risorse energetiche del Paese".

Serraj ha inoltre tenuto un incontro con il generale Mohammed Al-Sharif, capo di Stato maggiore dell'esercito libico. La riunione è servita per fare il punto delle operazioni nell'area di Tripoli e il coordinamento tra le varie unità sarà accompagnato dall'adozione di misure per tutelare i civili.

Diplomatici Usa lasciano Palm City

Diplomatici americani lasciano intanto Palm City: i funzionari, come apprende l'AdnKronos da fonti d'intelligence occidentali, lasciano l'area a una ventina di km da Tripoli. Dalla capitale, dove la situazione viene descritta come sostanzialmente tranquilla, si percepiscono gli scontri in corso all'esterno della città. Il quotidiano 'Lybia Observer', in particolare, fa riferimento anche a raid aerei da parte dell'aviazione di Tripoli.

Salvini: "L'intervento armato sarebbe un dramma"

"Stiamo lavorando per la pace e il dialogo in Libia con tutte le parti in causa, direttamente o indirettamente io sono in contatto con alcuni ministri del governo però stiamo ragionando con tutti". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini parlando della situazione libica a margine del suo arrivo al Vinitaly. "L'intervento armato, le bombe, i cannoni sarebbero un dramma", ha spiegato.

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