Crisi Ucraina, Scaroni: "Nessun problema per il gas all'Italia"

"Oltre al gas russo, che transita attraverso l'Ucraina, può contare sul gas algerino, su quello libico e su quello che arriva dall'Olanda, dalla Norvegia e dai tre rigassificatori", afferma l'ex ad dell'Eni

L''Italia sarà al sicuro questo inverno sul fronte degli approvvigionamenti di gas anche se si dovesse bloccare il flusso dall'Ucraina. Ne è convinto il vicepresidente di Rothschild ed ex amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, che in un'intervista al Messaggero analizza gli ultimi sviluppi della crisi Ucraina e le sue conseguenze economiche.

Secondo Scaroni "di fronte all'emergenza è possibile che l'Ucraina esaurisca gli stoccaggi e attinga al gas russo destinato all'Europa senza pagare. È già accaduto nel 2006 e nel 2009 a fronte di dispute sui pagamenti. Ebbene, per qualche settimana in quei due inverni Gazprom interruppe i flussi di gas attraverso l'Ucraina ed alcuni paesi europei restarono al gelo".

A rischiare, spiega, sono soprattutto quei paesi che ricevono il gas attraverso i tubi ucraini, come Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Romania, Bulgaria e Austria mentre l'Italia "ha molte fonti di approvvigionamento". Infatti, prosegue, "oltre al gas russo, che transita attraverso l'Ucraina, può contare sul gas algerino, su quello libico e su quello che arriva dall'Olanda, dalla Norvegia e dai tre rigassificatori. C'è poi la produzione nazionale e i grandi stoccaggi completati quest'estate. Insomma, l'Italia dovrebbe essere in sicurezza nel prossimo inverno anche di fronte a scenari pessimisti".

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