Diritti umani, in Russia è sempre peggio: "Come ai tempi dell'Urss"

In Russia è in corso la peggior repressione nei confronti della società civile dalla caduta dell’Unione Sovietica. Human rights watch non risparmia critiche ai paesi nordafricani e all'Unione europea

Human rights watch (Hrw), come ogni anno, ha presentato uno studio sul mancato rispetto dei diritti umani nel mondo.

NORDAFRICA - Novanta paesi sono finiti sotto la lente d'ingrandimento, in special modo ci si è concentrati sui paesi del Nordafrica, protagonisti della primavera araba. "L’entusiasmo dei primi giorni ha lasciato spazio alla frustrazione per i pochi cambiamenti in atto”, scrive Hrw. I governi ora devono affrontare la sfida più grande: “avviare il processo democratico nel rispetto della legge e della protezione dei diritti per tutti i cittadini”.

La relazione non spende parole di elogio per la Carta costituzionale approvata dall’esecutivo egiziano guidato da Mohamed Morsi, che conterrebbe "difetti in materia di diritti delle donne, di libertà di espressione, libertà religiosa e sul controllo civile dell’esercito". "Si scopre - conclude Hrw - che la caduta di un dittatore può essere stata la parte più facile, mentre quella più difficile sia l’istituzione di un processo democratico".

RUSSIA - La note forse più dolente è quella relativa alla Russia. “Il 2012 è stato l’anno peggiore per i diritti umani in Russia”, spiega Hugh Williamson, direttore della sede di Europa e Asia centrale dell’organizzazione. “La società civile russa è forte, ma ha bisogno di supporto come non mai”. Nel capitolo del rapporto su Mosca si leggono severe critiche al governo di Vladimir Putin per aver portato avanti la peggior repressione nei confronti della società civile dalla caduta dell’Unione Sovietica. Putin nel corso dei tre mandati ha firmato una serie di leggi interpretate come un tentativo di reprimere il dissenso. Tra le norme da segnalare, multe per chi partecipa a manifestazioni contro il governo e obbligo per le organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dall’estero a essere segnalate come “agenti stranieri”.

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Il rapporto di Hrw cita, inoltre, 210 casi in cui la Russia è stata giudicata colpevole dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per gravi violazioni dei diritti umani in Cecenia e gli abusi registrati durante le operazioni anti-terrorismo nel Caucaso del nord. Human Rights Watch sottolinea, infine, che questa "deviazione" dai principi dei dritti umani di base poco si addice al ruolo di leader di un mondo multipolare, che la Russia pretende di giocare

EUROPA - L'Unione Europea non è un'isola felice. Human rights watch segnala la crescente emarginazione della popolazione rom, dei migranti e dei rifugiati. Le istituzioni europee, si legge nel rapporto, hanno fallito nel mantenere le promesse della Carta europea dei diritti fondamentali: i migranti e i richiedenti asilo continuano a sperimentare difficoltà nell’accedere ai servizi e spesso sono detenuti in condizioni difficili. Inoltre, fa notare il rapporto, “i paesi europei non sono ancora riusciti a trovare una risposta comune alla crisi dei rifugiati siriani”.  

STATI UNITI - Un milione e seicentomila detenuti: le carceri degli Stati Uniti sono tra le più affollate del mondo. Hrs denuncia la situazione delle prigioni a stelle e strisce, in cui spesso vengono messe in atto pratiche “contrarie al diritto internazionale”. Centinaia di minorenni sono detenuti in isolamento; i processi prevedono periodi di incarcerazione troppo lunghi e i detenuti più anziani che soffrono di condizioni di salute precarie hanno poche possibilità di essere curati. “Gli Stati Uniti hanno dimostrato poco interesse nell’affrontare i problemi e gli abusi nelle carceri. Sono i cittadini più vulnerabili, come quelli che fanno parte di minoranze etniche e gli immigrati, a soffrire di più delle ingiustizie del sistema”, dice Maria McFarland, vicedirettrice di Hrw negli Stati Uniti.

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