Le spose del Califfo: perché l'Isis affascina le donne

Uno studio spiega quali siano le ragioni delle "spose della jihad" e come mai decidano di lasciare casa e partire per i territori dell'Isis. Ma spesso le loro aspettative vengono infrante e molte finiscono segregate

La rabbia, l'islamofobia che dilaga in tutta Europa, un nuovo sistema di valori condivisi: sarebbero queste le ragioni per cui molte donne, soprattutto giovani, decidono di partire e recarsi nei territori controllati dall'Isis. Perché anche la jihad vista da lontano ha il suo fascino e alcune ragazze ne rimangono sedotte: come le tre ragazzine londinesi che a febbraio sono partite per la Siria, che hanno poi chiamato le loro famiglie per dire che tutto andava bene, ma non avevano intenzione di tornare a casa.

LE DONNE TRA I FOREING FIGHTERS - Secondo un studio dell'Institute for strategic dialogue e del King's College London sarebbero almeno 550 le giovani donne che si sono recate in Iraq e in Siria, per un totale di 4mila occidentali che combattono per la jihad. E questi dati sembrano destinati ad aumentare: un recente rapporto del Consiglio di sicurezza Onu ha rilevato come il numero dei 'foreign fighters' sia cresciuto del 70% negli ultimi nove mesi. 

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SEGREGATE NEI RIFUGI - Il rapporto spiega che anche le donne sono coinvolte nell'attività di propaganda e reclutamento. Ma alla fine la sorte più drammatica tocca proprio a loro: anche se spesso si vedono foto di miliziane armate fino ai denti, a loro spesso non è consentito combattere e finiscono confinate e segregate nei rifugi. Lo studio ha analizzato i profili di vari social network delle ragazze partite e preso in considerazione le informazioni fornite da coloro che sono tornate indietro. Per Shiraz Maher, ricercatore del King's College London, "le reclute donne ora rappresentano una parte consistente di coloro che hanno sposato la causa dell'Is, ma poco è stato fatto per indagare sulle ragioni di questa scelta e per evitare" nuovi casi di reclutamento.

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