lunedì, 20 ottobre

Egitto, scontri al Cairo, 20 morti

Gruppi armati non identificati hanno attaccato i manifestanti che da giorni si trovavano davanti al ministero della Difesa

Giulia Sabella 2 maggio 2012

Torna a scorrere il sangue in Egitto. Almeno 20 persone sono morte e un centinaio sono state ferite questa mattina, quando alcuni gruppi armati non identificati hanno attaccato i manifestanti che da giorni protestavano pacificamente davanti al ministero della Difesa, nella zona di Abbasiya, portando ad un’intervento dell’esercito.


I primi ad organizzare il sit in erano stati i salafiti, in protesta contro la decisione di bloccare la candidatura alle elezioni presidenziali di Hazem Abu Ismail, in quanto figlio di una donna americana, come riporta il sito internet di Al Jazeera. “Come è accaduto in molte proteste negli ultimi mesi, la manifestazione si è trasformata in una critica più ampia contro il comportamento dei generali e contro il modo in cui il Consiglio militare ha gestito il Paese negli ultimi 14 mesi”, riferisce il corrispondente dell’emittente araba. I giovani del 6 Aprile, il movimento che ha guidato la primavera araba in Egitto, hanno parlato di “massacro” e hanno chiesto all’esercito di rispondere ai “crimini commessi contro la rivoluzione e i rivoluzionari”.


Questo attacco getta un’ombra sulle elezioni presidenziali del 23 e del 24 maggio, le prime da quando l’esercito ha preso il potere all’indomani della caduta di Hosni Mubarak, avvenuta nel febbraio del 2011. Due candidati hanno intanto deciso di sospendere la propria campagna elettorale. Tra questi vi è anche Mohammed Mursi, vicino ai Fratelli Musulmani, che ha annunciato una sospensione di 48 ore come gesto di “solidarietà con i manifestanti”. Anche Abdel Moneim Aboul Totouhm ha cancellato i propri incontri in programma per i prossimi giorni.
 

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