Carne contaminata da listeria, un morto e decine di casi: la Spagna lancia allerta internazionale

Il ministero della Salute spagnolo ha allertato le autorità europee e l’Oms sul possibile contagio da parte di turisti stranieri, come scrive El Pais

foto di repertorio Ansa

In Spagna è allarme per una grande epidemia di listeriosi che ha già provocato più di 140 casi e un morto e il ministero della Salute ha lanciato un allarme internazionale, allertando l’Unione europea e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla possibilità che la listeriosi possa essere identificata anche in altri paesi e sul possibile contagio da parte di turisti stranieri che possono aver consumato la carne infetta mentre si trovavano nel Paese (anche se al momento, come riporta El Pais, non risultano casi di contagio all’estero).

L’origine dell’epidemia è stata identificata dalle autorità spagnole nella contaminazione di alcuni lotti di polpettone confezionato prodotta dall’azienda Magrudis SL di Siviglia e commercializzata dal marchio La Mechá. Lo stabilimento fornitore è stato chiuso e le autorità stanno portando avanti una serie di analisi e test sui prodotti.

Mercoledì il capo del dipartimento della sanità dell’Andalusia, Jesús Aguirre, ha confermato l’esistenza di 132 casi nella regione della Spagna meridionale, più altri quattro in Estremadura e tre in Catalogna, Asturie e Aragona. Il totale delle infezioni registrate al momento è di 145 ma, dice El Pais, i casi sospetti sono 529. Cinquantatré persone – comprese 23 donne incinte – sono finite in ospedale in Andalusia e tre donne risultano ricoverate in terapia intensiva. L’unica vittima finora registrata è una donna di 90 anni, deceduta in un ospedale di Siviglia.

Cos’è la listeriosi: cause e sintomi

L’infezione da listeria è un’infezione alimentare causata da un batterio che si trova comunemente nel terreno e nell’acqua e che quindi può facilmente contaminare ortaggi e verdure e infettare animali. Tra i cibi incriminati ci sono formaggi freschi, insaccati, verdure e carni non cotte bene, prodotti lattiero-caseari realizzati con latte non pastorizzato.

I più a rischio sono soggetti fragili come neonati, anziani, donne incinte e adulti con sistema immunitario compromesso.

Questa infezione può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall'ingestione, a quella invasiva o sistemica: nei soggetti immunocompromessi, donne in gravidanza, neonati e anziani provoca principalmente infezioni al sistema nervoso centrale portando a meningite, meningoencefalite, ascesso cerebrale, cerebrite e forme acute di sepsi. In questi casi tra l’ingestione del cibo contaminato e la manifestazione dei sintomi può passare circa un mese.

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