In Estonia i cittadini scrivono le nuove leggi

500 estoni, selezionati a campione in tutte le categorie sociali, parteciperanno ad alcune giornate di discussione. I risultati delle tavole rotonde saranno posti all’ordine del giorno del governo

Una serie di scandali nel mondo politico e nel mondo finanziario in Estonia ha dato il là a una novità interessante, che l'opinione pubblica ha apprezzato. Il presidente Toomas Henrik ha deciso di convocare una riunione con rappresentanti dei partiti politici e della società civile, oltre a vari opinion leader.

Il presidente, dopo la tavola rotonda, ha annunciato a sorpresa che per tre mesi, fino a marzo, i cittadini parteciperanno alla scrittura di una nuova regolamentazione della vita politica: elaboreranno loro le leggi. .

Da un paio di giorni è online il sito Rahvakogu.ee (“Assemblea dei cittadini”), sul quale i cittadini estoni possono analizzare nei dettagli l’attuale legge elettorale e sui partiti e, soprattutto, possono proporre emendamenti. Il quotidiano Postimees spiega le ragioni di questa scelta innovativa: "Non c’è bisogno di essere un politologo o un giurista. I testi sono presentati nel modo più semplice possibile".

I cittadini possono fare proposte concrete per un mese sul mondo del lavoro, sul finanziamento pubblico dei partiti politici e sulla legge elettorale. Urmo Kübar, direttore dell’Unione delle associazioni indipendenti: "Il senso di questa iniziativa è affermare che nessun uomo da solo è intelligente quanto un popolo intero".

Da febbraio in poi una task-force di esperti analizzerà tutte gli spunti proposti sul sito, e poi a marzo 500 estoni, selezionati a campione in tutte le categorie sociali, parteciperanno ad alcune giornate di discussione. I risultati delle tavole rotonde non rimarranno in qualche archivio, ma saranno posti all’ordine del giorno del governo estone.

In tanti sono scettici verso questo nuovo progetto. Negli scorsi anni una serie di tentativi di creare un legame permanente tra i cittadini e il potere politico si sono rivelati fallimentari. L'augurio che fa il quotidiano Postimees è principalmente uno: "Speriamo che questa iniziativa non sia soltanto uno strumento per sfogarsi". Fonte: Presseurop

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