Scambia la macchina fotografica per un'arma: la bimba siriana si arrende

Il dramma della guerra in Siria in questa foto, diventata virale: la bimba scambia la fotocamera per un'arma e alza le braccia in segno di resa. Scattata dal fotografo Osman Sagirli l'immagine ha fatto il giro del mondo

"This picture just broke my heart". "Questa foto mi ha appena spezzato il cuore". Con questo messaggio su Twitter e Facebook la fotoreporter palestinese Nadia Abu Shaban ha postato l'immagine che sta facendo il giro del mondo

In poco tempo il primo piano della bimba è stato condiviso da decine di utenti e l'immagine è diventata virale. La piccola piccola protagonista ha quattro anni e si chiama Hudea: quando si è trovata di fronte il fotografo nel campo profughi allestito ad Atmeh, ha alzato le braccia in segno di resa, scambiando la macchina fotografica per un'arma. L'espressione preoccupata e triste: Hudea è nata proprio mentre il conflitto tra le milizie di Assad e i ribelli scoppiava. Nei suoi occhi spaventati si legge la drammatica condizione che finora ha vissuto: nella sua vita ha conosciuto solo la guerra. 

In poco tempo il post è stato condiviso più di 10mila volte. Il web si è attivato per rintracciare l'autore della foto. L'immagine è stata scattata da Osman Sagirli a dicembre 2014, ed è stata pubblicata per la prima volta dal quotidiano turco Türkiye a gennaio 2015, per cui l'uomo lavora da 25 anni. La Bbc lo ha contattato per sapere se la storia "dietro" questa immagine fosse vera. Lui ha confermato: 

Quel giorno stavo utilizzando un teleobiettivo e la bimba ha pensato che fosse un'arma. Ho capito subito che si era spaventata. Normalmente i bambini nascondono la loro faccia o sorridono quando vedono una fotocamera


Hudea, la bambina protagonista dello scatto, era arrivata nel campo di Atmeh - a circa 10 km dal confine turco - con sua madre e due fratelli dopo un viaggio di 150 km. Stando ai dati in possesso del Syrian Observatory For Human Rights, nel 2014 la guerra civile in Siria ha causato la morte di 76mila persone, di cui più di 3mila e 500 bambini. Dall'inizio del conflitto, nel 2011, sono morti circa 206mila individui. 

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