Gaza, l'orrore infinito: neonata muore soffocata dai gas

Con la morte di uno dei palestinesi feriti lunedì, sale a 60 il numero delle persone uccise negli scontri. La Turchia intanto espelle l'ambasciatore d'Israele

EPA/MOHAMMED SABER

Sessanta morti, tra cui una neonata palestinese e 2.700 feriti. E' il triste bilancio della giornata di scontri a Gaza, in concomitanza con l'inaugurazione dell'ambasciata americana a Gerusalemme. La piccola vittima, identificata come Leila al-Ghandour, di otto mesi, è morta dopo aver inalato ieri gas lacrimogeni negli scontri fra le forze israeliane e i manifestanti palestinesi lungo la linea di demarcazione della Striscia di Gaza. Si trovava sotto una tenda con i genitori. Lo ha reso noto il ministero della sanità di Gaza.

Secondo Khaled Batch, il capo del comitato organizzatore delle proteste della società civile, oggi non sono previste nuove manifestazioni alla barriera del confine tra la Striscia di Gaza e Israele in quanto si svolgeranno i funerali delle vittime. La tensione però resta altissima. Oggi ricorre infatti l'anniversario della Nakba, (la Catastrofe), l'esodo dei palestinesi dopo la creazione di Israele nel 1948, e si temono nuovi scontri. Manifestazioni di protesta sono previste anche in Cisgiordania. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha difeso l'operato delle forze militari che, ha detto, hanno agito in auto difesa contro Hamas che ha portato in 13 diversi punti della barriera che divide la Striscia di Gaza 40mila persone. "Tutti i paesi hanno il dovere di difendere i loro confini", ha affermato. L'Anp ha denunciato il "massacro" e proclamato tre giorni di lutto e uno sciopero generale, e le Nazioni Unite "oltraggiose violazioni dei diritti umani".

gaza scontri ansa2-2

Sciopero generale e lutto nazionale

Per commemorare le vittime palestinesi, il governo dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha proclamato uno sciopero generale e tre giorni di lutto nazionale in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Dal canto suo, la Turchia ha deciso di richiamare i propri ambasciatori a Washington e Tel Aviv in segno di protesta per le violenze commesse dai soldati israeliani contro i manifestanti nella Striscia di Gaza e ritenendo gli Stati Uniti corresponsabili. L'annuncio è stato dato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Erdogan ha poi annunciato che venerdì terrà un incontro straordinario sulle vittime palestinesi e ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di convocare una riunione di emergenza.

L'Onu si riunisce per discutere delle violenze

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha in programma di riunirsi oggi per discutere delle violenze. La sessione verrà convocata su richiesta del Kuwait, che ha espresso ''indignazione e dolore'' per le uccisioni e ha chiesto un'indagine indipendente. Fonti diplomatiche hanno però detto che non c'è stata unanimità sul documento. Secondo quanto reso noto una fonte diplomatica citata dall'agenzia tedesca Dpa, gli Stati Uniti hanno bloccato l'adozione della dichiarazione.

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Condanna internazionale

Il ministero degli Esteri turco ha annunciato l’espulsione “temporanea” dell’ambasciatore israeliano ad Ankara. Il ministero ha convocato e “chiesto” al capomissione israeliano di lasciare temporaneamente. Con la sola eccezione degli Stati Uniti, condanne quasi unanimi sono “piovute” nei confronti di Israele, dopo che ieri le sue forze hanno ucciso almeno 61 palestinesi a Gaza nel corso delle proteste. Molti Paesi tra i quali Gran Bretagna, Francia e Russia avevano già criticato la decisione di Washington di trasferire la sede diplomatica, mentre 128 nazioni hanno appoggiato la risoluzione Onu che condanna il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello stato ebraico da parte degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha invece difeso il suo alleato, attribuendo ad Hamas le violenze e bloccando una risoluzione delle Nazioni Unite che chiedeva un’inchiesta internazionale, secondo fonti diplomatiche.

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