giovedì, 20 giugno

Gb, Assange chiede asilo politico all'Ecuador

Il fondatore di Wikileaks rischia di essere estradato in Svezia, dove è accusato di violenza sessuale

Giulia Sabella20 giugno 2012

Mentre si avvicina il momento della sua estradizione in Svezia, Julian Assange si è recato all'ambasciata dell'Ecuador in cerca di rifugio. Il fondatore di Wikileaks ha chiesto asilo politico al Paese latino-americano, dopo aver perso l'appello alla Corte Suprema britannica.

Londra ha dichiarato di star lavorando con le autorità ecuadoriane per cercare di risolvere la situazione. “In quanto firmatari della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo dell'Onu, con l'obbligo quindi di prendere in esame qualunque richiesta di asilo politico, abbiamo subito passato la sua domanda al dipartimento competente di Quito”, si legge in un comunicato pubblicato sul sito internet della Bbc.

“Il signor Assange rimarrà nell'ambasciata sotto la protezione del governo dell'Ecuador, fino a quando il dipartimento non avrà valutato la sua domanda”.  Quito ha voluto precisare che questa decisione non deve essere interpretata come una “interferenza nel processo giuridico della Gran Bretagna o della Svezia”.

Assange è diventato famoso per aver messo a nudo le grandi potenze mondiali del nostro tempo, pubblicando su Wikileaks migliaia di documenti segreti riguardanti argomenti come la guerra in Iraq o in Afghanistan. 

Stoccolma ha chiesto l'estradizione di Assange, accusato di violenza sessuale contro due donne, ma l'hacker più famoso del mondo ha più volte dichiarato che dietro a questa accusa si nascondono motivazioni politiche. Il fondatore di Wikileaks teme infatti che la Svezia possa poi estradarlo negli Stati Uniti, dove rischia la pena di morte.

Secondo le autorità svedesi, la Corte Europe dei Diritti dell'Uomo sarebbe però in grado di intervenire qualora Assange rischiasse di essere vittima “di un trattamento disumano o degradante in un processo iniquo” negli Stati Uniti. 

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