"Gilet gialli" ancora in piazza per protestare contro il caro benzina: scontri con la polizia

I gilet gialli da giorni protestano contro l'aumento dei prezzi del carburante stabilito dal governo francese: 5500 dimostranti sono scesi in strada a Parigi e 36mila in tutta la Francia

Foto: EPA/YOAN VALAT

Continua e prende forza la protesta dei "gilet gialli" in Francia. I feriti sono decine (nessuno grave), tra cui vari agenti di polizia e almeno 107 persone sono state fermate. E' questo il bilancio parziale degli scontri e i disordini avvenuti sugli Champs-Elysees con le forze dell'ordine. Stando a quanto riferisce il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, i dimostranti, scesi in strada per la terza volta per protestare contro il caro carburante, hanno cercato di forzare i posti di blocco dei Crs, gli agenti della polizia antisommossa, ai margini della famosa strada di Parigi chiusa al traffico e già devastata dalla guerriglia sabato scorso.

Già dalle prime ore della mattina centinaia di persone hanno invaso Place de l'Etoile, l'ultima zona aperta alla circolazione prima dei blocchi, provocando tafferugli, ai quali la polizia ha risposto con un massiccio uso di gas lacrimogeni. Castaner ha reso noto che circa 200 manifestanti hanno accettato di essere perquisiti e sono stati lasciati entrare sulla grande avenue parigina, dove stanno sfilando in corteo. Circa 1.500 manifestanti invece hanno rifiutato i controlli iniziando così gli scontri con la polizia.

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I gilet gialli da giorni protestano contro l'aumento dei prezzi del carburante stabilito dal governo francese. In tutto, secondo le autorità, 5500 dimostranti sono scesi in strada a Parigi e 36.000 in tutta la Francia. "A rischio di essere fuori moda, sono rimasto scioccato dalle immagini che hanno indebolito i simboli della Repubblica", ha detto il primo ministro Edouard  Philippe, riferendosi le frasi scritte sull'Arco di Trionfo e i tafferugli intorno alla tomba del Milite Ignoto. Alcuni negozi sono stati saccheggiati, e gruppi di teppisti hanno appiccato le fiamme all'interno di un palazzo.

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Il dialogo con il governo è complesso

Il dialogo fra il governo francese e i gilet gialli parte in salita. Solo due dei sei rappresentanti della protesta che erano attesi ieri nell'ufficio del primo ministro Edouard Philipe si sono presentati all'appuntamento. E uno di loro, Jason Herbert, portavoce dei gilet gialli dell'Angouleme, è arrivato mezz'ora in ritardo, uscendo poi dopo pochi minuti. Interrogato dai giornalisti, Herbert ha spiegato che è stata rifiutata la sua richiesta di ritrasmettere l'incontro in diretta televisiva. "La mia legittimità non è superiore a quella degli altri", ha detto, aggiungendo che all'incontro dovevano assistere "tutti i francesi".

L'uomo, riferisce il sito di Le Figaro, ha spiegato che gli altri delegati hanno disertato l'incontro a causa delle "enormi pressioni". "Parlo di minacce d'aggressione, verbali e fisiche, la nostra vita è in gioco", intimidazioni provenienti dal 99% degli altri gilet gialli, i quali "credono che siamo qui per la gloria". A parlare con Philippe, e il ministro della Transizione ecologica Francois de Rugy, per esporre le rivendicazioni del movimento di protesta per il carovita, è rimasta una sola persona di cui non è stato divulgato il nome. Incontrando successivamente la stampa, Philippe ha parlato di "dibattito interessante, franco, rispettoso e utile". La mia porta, ha aggiunto, "è sempre aperta" nel caso i gilet gialli vogliano indicare rappresentanti per proseguire il dialogo.

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