Gilet gialli, oggi la protesta a Parigi: lacrimogeni sugli Champs-Élysées

Migliaia di persone, controllate dalle forze dell'ordine, hanno superato l'Arco di Trionfo. I fermati sono varie centinaia in tutta la Francia

Foto dalla diretta twiter di Local Team

A Parigi è il giorno della nuova manifestazione dei gilet gialli. Migliaia di persone, controllate dalle forze dell'ordine, hanno superato l'Arco di Trionfo raggiungendo gli Champs-Élysées. Intanto, si registrano i primi momenti di tensione: nella zona di place de l'Étoile, come documenta 'Le Figaro', gli agenti hanno fatto ricorso al lancio di lacrimogeni.

Sugli Champs-Elysees, sono stati incendiati alcuni bidoni della spazzatura. In rue Beaujon, non lontano da Place de l'Étoile, come riferisce Le Figaro vengono segnalati boati, probabilmente provocati dall'esplosione di petardi.

Circa 700 persone sono state fermate dalla polizia in tutta la Francia durante le manifestazioni dei gilet gialli, come rende. A Parigi, tra i 575 fermati sono stati trattenuti in custodia in 272, come rende noto il segretario di stato all'Interno, Laurent Nuñez.

Circa 31.000 persone sono scesi in piazza sinora in Francia nella nuova giornata di manifestazioni dei gilet gialli. A Parigi, in particolare, i manifestanti sono circa 8000. La partecipazione è in calo rispetto a quella registrata una settimana fa: a metà giornata, sabato 1 dicembre, in tutta la Francia erano segnalate 36.000 persone, come rende noto Laurent Nuñez, segretario di stato all'Interno.

Chi sono e cosa vogliono i gilet gialli

Il movimento dei gilet gialli trova le proprie radici nelle aree rurali della Francia e le sue motivazioni vanno ben oltre il rincaro dei prezzi della benzina che rappresenta la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso: prima di tutto la rabbia nasce dalla spaccatura tra la Francia dei centri urbani e quella periferica e rischia di far esplodere le contraddizioni di un paese profondamente diviso. E tanti sono i richiami al maggio del '68.

Tra ottobre e novembre video ed eventi su Facebook denunciavano il rincaro del prezzo della benzina e invocavano manifestazioni collettive contro Macron, che fin dalla sua elezione è stato visto come simbolo delle élite e della Francia benestante. In poco tempo nei comuni rurali transalpini nacque l’idea di identificarsi nei gilet gialli che gli automobilisti devono indossare quando scendono dall’auto in panne. Nelle prime fasi è stato un movimento sostanzialmente senza leader, anche se alcune figure-chiave hanno guadagnato una certa visibilità.

A differenza dei Forconi i gilet gialli non hanno avuto, almeno nelle prime fasi, legami con i movimenti di estrema destra, però vi sono molti elementi comuni come la composizione sociale fatta in buona parte da piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, commercianti, artigiani.

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Ma da dove vengono e chi sono i "gilet gialli"? 

I blocchi stradali degli autoproclamati 'gilet gialli' sono diventati realtà settimane dopo che la cittadina Jacline Mouraud il 18 ottobre scorso ha postato su Facebook un video in cui si diceva stanca "dell'accanimento del governo contro gli automobilisti". Il video, presto diventato virale con milioni di visualizzazioni, ha di fatto incanalato e fatto scoppiare il malcontento di alcune fasce della popolazione, che ha così deciso di organizzarsi e protestare scendendo in piazza.

Come ha raccontato il quotidiano Le Figaro, il movimento nasce ancor prima di ottobre, in seguito a una petizione online lanciata a fine maggio da Priscillia Ludosky, una venditrice di cosmetici di 32 anni abitante di Savigny-le-Temple (Seine-et-Marne), per chiedere l'abbassamento dei prezzi del carburante. La petizione, lanciata su Change.org, ha riscosso un vero successo, raccogliendo finora l'adesione di 800mila persone. Le prime chiamate 'alle armi' su Facebook risalirebbero invece al 10 ottobre scorso, stando almeno a una nota dei servizi di intelligence consultati da RTL. A guidare la protesta nei fatti sono otto abitanti dell'Île-de-France, cinque uomini e tre donne tra i 27 ei 35 anni, che secondo RTL - che cita la polizia francese - sarebbero persone "con un profilo piuttosto neutrale, che non rivelano alcun impegno militante e nessun legame noto con i gruppi a rischio". 'Amici' su Facebook da molto tempo, i 'vertici' del movimento avrebbero in comune la passione dei raduni automobilistici.

Secondo gli osservatori - ed e ciò che preoccupa di più le autorità francesi - i gilet gialli sono un movimento fatto in larghissima parte da persone che non hanno mai partecipato a manifestazioni politiche e ogni previsione su come possano degenerare gli scontri con la polizia in un contesto di manifestanti molto inesperti è totalmente nel campo delle probabilità. 

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