Venezuela: Lega e M5s divisi anche sull'appoggio a Guaidó o Maduro

Il presidente Juan Guaidó è apparso in un video al fianco dell'oppositore Leopoldo López invitando tutti i venezuelani a scendere in piazza per ottenere "la cessazione definitiva dell'usurpazione" di Nicolás Maduro che tiene il governo di Caracas dal 2013

Un gruppo di militari che si sono uniti a Guaido (identificati da un fazzoletto blu) si trovano vicino l'aeroporto di La Carlota (Foto da Twitter)

Lega e Movimento 5 stelle divisi anche sul Venezuela: le divisioni tra i due alleati di governo permangono anche in campo internazionale e si esplicitano dopo l'escalation che si sta vivendo in queste ore nelle strade di Caracas. 

I senatori del Movimento 5 stelle commentando lo sviluppo di una crisi che coinvolge migliaia di italo-veneuzelani, condannano un "colpo di stato sostenuto dall'esterno" auspicando invece la convocazione di nuove elezioni.

"La futura leadership politica del Venezuela deve essere legittimata da un libero processo democratico, non imposta con la forza per mezzo di un golpe militare sostenuto dall'esterno, come accadeva negli anni più bui della storia dell'America Latina".

Di tutt'altro avviso Matteo Salvini che dimostra il suo appoggio al presidente dell'assemblea nazionale venezuelana Guaidò.

Una contrapposizione non nuova e che ha impedito all'Italia di prendere una posizione ufficiale in merito alla questione venezuelana, già dopo gli sviluppi dello scorso Gennaio.

Aggiornamento: la nota della Farnesina arriva solo a giornata quasi conclusa. ''Condividiamo le giuste aspirazioni del popolo venezuelano alla democrazia -dichiara in una nota il ministro degli Esteri Enzo Moavero- siamo contro le dittature e reiteriamo la richiesta di nuove elezioni presidenziali, pienamente libere e legittimate dalla Comunità internazionale". 

Intanto ricordiamo che -per sottolienare la gravità della situazione- il dipartimento di Stato Usa ha esortato tutti i cittadini statunitensi a lasciare "immediatamente" il Venezuela sottolineando come non vi siano piani per una "evacuazione coordinata" da Washington dopo la sospensione delle operazioni dell'ambasciata americana a Caracas.

Ma andiamo con ordine e vediamo i fatti del giorno ricordando che la situazione è tesa dallo scorso gennaio quando il presidente Maduro si era insediato per un secondo mandato da presidente del Venezuela tra le contestazioni delle opposizioni che non avevano riconosciuto i risultati delle elezioni.

Che cosa succede in Venezuela

Era da poco l'alba a Caracas quando il popolo del Venezuela si è trovato di fronte ad un vero e proprio scontro aperto tra il presidente Nicolas Maduro e Juan Guaidó, presidente dell'Assemblea nazionale - il Parlamento uscito dalle elezioni del 2015 e controllato dalle opposizioni ma svuotato di qualsiasi potere dal regime.

Juan Guaidó è apparso in un video al fianco dell'oppositore venezuelano Leopoldo López, che proprio nella stessa giornata è stato rilasciato a Caracas dove stava scontando quasi 13 anni di carcere agli arresti domiciliari. 

Le opposizioni avevano annunciato una grande manifestazione per domani, primo Maggio. L'improvvisa accelerazione con l'annuncio dato all'alba fa pensare ad un tentativo di ribaltare il governo prima di un'azione di forza del regime di Maduro. 

A Caracas mezzi antisommossa delle forze armate venezuelane si sono lanciati contro gruppi di manifestanti a plaza Altamira dove sono in corso le proteste contro il regime di Nicolas Maduro.

Usa, Brasile e Argentina con Guaidò

Gli Stati Uniti appoggiano Juan Guaidó per bocca del vice presidente Mike Pence. In un tweet rinnova l'appoggio di Washington a "Juan Guaidó, all'Assemblea Nazionale ed a tutti quelli che mano la libertà in Venezuela e che stanno scendendo in piazza per l'operazione libertà". 

Il ministero degli Esteri della Russia ha accusato l'opposizione venezuelana di voler alimentare il conflitto, provocare disordini e coinvolgere le forze armate negli scontri.

Golpe in Venezuela, ultime notizie

Guaidó e López -dalla base aerea militare "La Carlota" di Caracas- hanno invitato tutti i venezuelani a scendere in piazza mentre la Guardia Nacional del Venezuela ha fatto uso di lacrimogeni contro i militari e i civili.

Guaidó e López -dalla base aerea militare "La Carlota" di Caracas- hanno invitato tutti i venezuelani a scendere in piazza pacificamente per ottenere "la cessazione definitiva dell'usurpazione" di Nicolás Maduro al governo. Tutti i ribelli indossano bracciali e sciarpa blu.

"In questo momento mi sto incontrando con le Forze Armate dando inizio alla fase finale dell'Operazione Libertà"

Secondo le ultime informazioni Guaidó avrebbe l'appoggio di parte dell'esercito mentre fonti pro Maduro affermano che il golpe sarebbe orchestrato da un gruppo di disertori "di destra". È probabile che assisteremo ad uno scontro armato tra militari.

La Guardia Nacional del Venezuela ha fatto uso di lacrimogeni contro i militari e i civili che sono al fianco di Juan Guaidò davanti alla base militare La Carlota fuori Caracas. 

golpe venezuela maduro-2

"Nervi d'acciaio! Ho parlato con i comandanti di tutte le regioni e le zone del paese, mi hanno manifestato totale fedeltà al popolo, alla costituzione, alla patria. Chiedo la massima mobilitazione popolare per garantire la vittoria della pace. Vinceremo!". Lo scrive su Twitter Nicolas Maduro.

Dal canto suo Guaidò ha rilanciato l'invito a scendere in strada in tutti e 24 gli stati che compongono il Venezuela. "Il futuro è nostro".

golpe venezuela guaido-2

Il parlamentare italovenezuelano Luiss Stefanelli ha spiegato che la manifestazione di oggi a La Carlota sia stata brutalmente repressa dalle forze armate rimaste fedeli a Maduro.

++ notizia in aggiornamento ++

Venezuela, che cosa sta succedendo

La crisi politico/militare odierna nasce il 23 gennaio 2019 quando, il giovane e semisconosciuto politico Juan Guaidó -durante una manifestazione delle opposizioni contro Maduro- ha giurato come presidente del Venezuela ad interim dando inizio ad un contenzioso con il presidente eletto Nicolás Maduro. Juan Guaidó nel frattempo è stato riconosciuto come presidente ad interim da decine di Paesi nel mondo.

Va ricordato che Maduro è presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela dal 19 aprile 2013, sei anni durante i quali Maduro si è mosso sulla linea di Chávez, continuando il socialismo bolivariano. L'economia del paese sudamericano è letteralmente sprofondata con milioni di profughi in fuga da quello che era uno dei paesi più ricchi dell'america latina. Dal 2014 il paese vive proteste di piazza diventate -dal 2016- sommosse quotidiane.

Venezuela, strage negli ospedali per il blackout

Golpe in Venezuela, la diretta

Nel video diffuso su Twitter Guaidó -circondato da uomini in uniforme militare- annuncia l’inizio della fase finale della cosiddetta "Operazione Libertà", per liberare il Venezuela dal regime di Maduro. Tra le altre cose, Guaidó invita altri militari a unirsi all’operazione.

L'annuncio di Guaidó

Juan Guaidò assicura di avere l'appoggio di "un gruppo molto importante" di membri delle Forze Armate e non solo in Caracas, ma "in tutto il paese". Il presidente dell'Assemblea Nazionale Venezuelana ha quindi reso noto di aver emesso un decreto di amnistia a beneficio dei detenuti civili e militari arrestati per motivi politici.

Chi è Leopoldo López

Il leader dell'opposizione venezuelana Leopoldo López si trovava agli arresti domiciliari ed è stato liberato in circostanze non ancora troppo chiare. Lopez è stato il kingmaker che ha promosso la vertiginosa ascesa di Guaidò dai margini dello scenario politico ad aspirante presidente del Venezuela.

López sostiene di essere discendente di Simón Bolívar, il generale che nel 19esimo secolo liberò il Venezuela dal dominio spagnolo. Come molti membri dell'élite venezuelana ha studiato negli Usa, in un collegio nel New Jersey e poi all'università di Harvard, dove ha frequentato la Kennedy school of government. Tornato in Venezuela nel 1992 ha fondato il partito Primero Justicia con altri due politici di rilievo, Julio Borges e Henrique Capriles. In quello stesso anno Hugo Chavez ha tentato un colpo di Stato. López ha poi rotto con Borges e Capriles fondando Voluntad Popular. "Crea partiti politici e li lascia quando non li controlla più" ha detto al Guardian un analista venezuelano che lo conosce bene. Voluntad popular fa parte dell'Internazionale socialista, ma come altri gruppi d'opposizione punta più sull'anti-chavismo che sul programma. López è stato eletto del municipio benestante di Chacao a Caracas nel 2000, rieletto fino al 2008, quando Chavez non gli ha permesso di ricandidarsi. E' stato accusato di essere coinvolto nel breve golpe anti-Chavez nel 2002. E' stato arrestato a febbraio 2014 dopo aver guidato una protesta contro Maduro e inviato al carcere di massima sicurezza di Remo Verde fuori Caracas, dove ha trascorso otto mesi in isolamento. La scelta si è rivelata un boomerang per Maduro, perchè Lopez è diventato un eroe popolare, raffigurato su manifesti e t-shirt. 

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Golpe in Venezuela, le reazioni

Dal Brasile arriva il sostegno alla transizione democratica. Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha sottolineato di essere al fianco "del popolo del Venezuela, del presidente Juan Gauidò e la libertà dei venezuelani". In un altro tweet, il presidente, esponente dell'estrema destra brasiliana, aveva attaccato la sinistra brasiliana per il suo sostegno a Nicolas Maduro.

"Riconosciamo il presidente incaricato Guaidò e l'assemblea nazionale, non riconosciamo l'autorità del dittatore Maduro". Lo scrive su Twitter il presidente argentino Mauricio Macri. "Sosteniamo più che mai la democrazia in Venezuela. Celebriamo la liberazione di Leopoldo Lopez e accompagnamo la lotta del popolo venezuelano per recuperare la sua libertà".

Miguel Diaz-Canel, presidente cubano, attacca il "movimento golpista" che "pretende di riempire di violenza" il Venezuela poche ore dopo il messaggio di Juan Guaidò che annunciava "la fase finale dell'Operazione Libertà". "I traditori che si sono messi alla guida di questo movimento sovversivo hanno impiegato truppe e polizia con armi da guerra in una strada pubblica della città per provocare angoscia e terrore".

Il presidente della Colombia, Iván Duque, ha esortato i militari ed i cittadini venezuelani a mettersi "dalla parte giusta della storia" dopo che Juan Guaidò ha annunciato che conta sull'appoggio di una parte importante dell'apparato militare in quella che ha definito la "fase finale" contro "l'usurpazione" di Nicolas Maduro. "Rivolgiamo un appello ai militari ed al popolo del Venezuela perché si mettano dalla parte giusta della storia, rifiutando la dittatura e l'usurpazione di Maduro."

Il governo della Colombia ha iniziato a prendere contatti con l'obiettivo di convocare una riunione urgente del Gruppo di Lima in cui discutere dell'evoluzione degli avvenimenti in Venezuela dopo la liberazione di Leopoldo Lopez dagli arresti domiciliari e l'appello alla mobilitazione di Juan Guaidò. Il ministro degli Esteri colombiano, Carlos Holmes Trujillo, ha chiamato tutti i paesi del Gruppo di Lima a mantenere il proprio appoggio "al ritorno della democrazia e libertà in Venezuela".

La diretta dalla base de La Carlota di Caracas

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