Siria, attacco vicino: navi da guerra Usa nel Mediterraneo

Francois Hollande e Barack Obama hanno chiesto alla comunità internazionale di inviare "un messaggio forte" al regime di Bashar al Assad, ritenuto responsabile del massacro con armi chimiche del 21 agosto. Si parla di "un'azione limitata"

Stati Uniti e Francia sono pronti a "punire" il regime siriano di Bashar al Assad. Ecco perché una sesta nave da guerra americana ha raggiunto oggi il Mediterraneo orientale dove stazionerà in vista di un possibile attacco contro la Siria. 

Fonti del Pentagono hanno reso noto che l'unità da trasporto anfibio "Uss San Antonio", con a bordo centinaia di marines, si è aggiunta ai cinque cacciatorpediniere americani armati con missili da crociera già presenti nell'area. Le fonti hanno precisato comunque che l'unità è stata aggregata perché il suo transito dal Canale di Suez, proveniente dal Mar Rosso, era già programmato e non perché si preveda l'impiego dei marines sul terreno. "Viene tenuta lì per precauzione", ha spiegato la fonte. Ma un attacco sembra imminente.

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"ASSAD HA USATO ARMI CHIMICHE"

Il presidente Barack Obama ha affermato di non avere ancora preso "una decisione finale" ma sulla sua determinazione non ha lasciato dubbi quando ha aggiunto che l’uso di armi chimiche in Siria è "una sfida al mondo e una minaccia ad alleati degli Usa come Israele, Turchia e Giordania, una minaccia agli interessi della sicurezza nazionale americana". Parole che arrivano poco dopo una durissima dichiarazione del segretario di Stato John Kerry. Almeno 1.429 persone, tra cui 426 bambini, sono morte a causa dei gas letali usati il 21 agosto alle porte di Damasco, ha detto presentando il rapporto dell’intelligence americana che inchioda l’«assassino» Assad alle sue responsabilità.  

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A fianco di Obama ci sarà comunque "il più vecchio alleato degli Usa", la Francia, come l’ha definita Kerry, rendendo omaggio al presidente francese Hollande che a sua volta preme sull’acceleratore e non esclude di passare all’azione quanto prima, senza attendere la riunione straordinaria del Parlamento francese, prevista per mercoledì. 

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Gli ispettori dell’Onu hanno ormai finito il loro lavoro sul campo e in queste ore stanno lasciando la Siria. Domani saranno all’Aja, ma per il risultato dei test ci vorrà del tempo. Washington ha invece diffuso oggi il suo atteso rapporto di quattro pagine sul dossier di intelligence raccolto dagli Usa, in cui si citano in particolare le intercettazioni di comunicazioni di "un alto esponente del regime profondamente connesso con l’offensiva, che ha confermato l’uso di armi chimiche da parte del regime il 21 agosto". 

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