Catalogna a ferro e fuoco, scontri e proteste: quasi 200 feriti

Ancora scontri e proteste in tutta la Catalogna. Paralizzato il centro di Barcellona, decine di voli cancellati. Il bilancio dei feriti sale a 182

Scontri in Catalogna (FOTO ANSA)

Scontri, feriti, cassonetti in fiamme, rinvio per Barcellona-Real e molti voli aerei cancellati. E' il bilancio del terribile venerdì che ha caratterizzato le proteste in Catalogna, nel quinto giorno di manifestazioni contro  le sentenze contro i leader separatisti con oltre mezzo milione di persone in piazza. Il bilancio degli scontri in tutta la Catalogna durante lo sciopero generale di ieri è salito a 182 feriti, 152 solo a Barcellona, e 54 gli arresti.

I Mossos, il corpo di polizia catalano, ha dovuto schierare anche mezzi blindati con idranti per aprire un varco tra le barricate. La manifestazione principale lungo il Passeig de Gracia è stata pacifica, con i manifestanti che hanno chiesto il rilascio dei leader e cantato l'inno nazionale catalano. Tuttavia, alcune centinaia di persone vestite di nero - per lo più di fronte al quartier generale della polizia - hanno provocato scontri e lanciato pietre e uova contro gli agenti, dando fuoco ai cassonetti.

Durante la manifestazione, la direzione della Sagrada Familia ha chiuso la cattedrale per garantire la sicurezza dei visitatori. Lo sciopero generale della Regione ha inoltre portato alla cancellazione di decine di voli all'aeroporto di Barcellona, mentre la federazione calcistica spagnola ha rinviato l'incontro tra Real Madrid e Barcellona al 18 dicembre.

Catalogna, atteso il ministro Marlaska

Il ministro spagnolo dell'Interno Fernando Grande Marlaska è atteso oggi a Barcellona per fare il punto sui disordini provocati dalla protesta dei secessionisti catalani, dopo una notte di gravi violenze a Barcellona. Intanto, riferiscono i media, il bilancio degli scontri in tutta la Catalogna durante lo sciopero generale di ieri è salito a 182 feriti, 152 solo a Barcellona, e 54 gli arresti.

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Secondo El Mundo, le violenze della scorsa notte a Barcellona, nella quinta giornata consecutiva di protesta per le condanne inflitte ai leader separatisti sono state "le più drammatiche della settimana": piazza Urquinaona è diventato l'epicentro del 'caos più assoluto', con manifestanti che hanno eretto barricate e lanciato ordigni incendiari, sassi e oggetti metallici contro gli agenti. Una immagine simbolo di questa violenza, scrive il giornale, è quella di un agente della polizia nazionale, incosciente dopo essere stato colpito alla testa da una pietra, che viene portato via a braccia dai colleghi fa colonne di fumo e fiamme. Intanto continua il blocco stradale alla frontiera con la Francia, dove una protesta in corso da ieri ha fermato il traffico sull'autostrada Ap-7.

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