Perché i democratici hanno chiesto l'impeachment per Trump

"Trump ha tradito il nostro Paese. Nessuno è al di sopra della legge", ha tuonato Nancy Pelosi, speaker della Camera. Trump, al centro di uno scandalo per una telefonata al presidente ucraino Zelensky, è accusato di aver fatto pressioni per avviare un'indagine sul suo rivale politico Joe Biden e sul figlio Hunter

Donald Trump rischia l'impeachment. Foto archivio Ansa

A poco più di un anno dalle prossime elezioni del 2020, Donald Trump è a rischio impeachment, la procedura più grave prevista dall'ordinamento americano (il cui effetto finale è la rimozione del presidente). E' stata la speaker della Camera Nancy Pelosi, ieri sera, ad annunciare l'avvio di un'indagine per la messa in stato di accusa del presidente con queste parole: "Il presidente deve rispondere delle sue azioni. Nessuno è al di sopra della legge. Questa è una violazione delle sue responsabilità costituzionali. Trump ha violato la Costituzione e minato la sicurezza nazionale".

Perché i dem Usa hanno chiesto l'impeachment per Trump

Il riferimento è all'azione del presidente Usa che avrebbe fatto pressioni sul presidente ucraino Zelensky per avviare un'inchiesta a carico di Joe Biden, possibile avversario di Trump nelle elezioni del 2020. In sostanza, Donald Trump è accusato di aver cercato di arruolare un governo straniero per ricevere un aiuto politico utile alla sua rielezione, con l'obiettivo di colpire il suo più probabile avversario alle urne, l'ex vicepresidente Biden. Non solo: Trump è accusato di non aver voluto collaborare con il Congresso che chiedeva chiarezza su una telefonata del 24 luglio a Zelensky, quando almeno otto volte avrebbe chiesto di indagare per corruzione sulla società nel cui board sedeva il figlio di Biden.

La procedura di impeachment richiede l'approvazione del Senato con una maggioranza dei due terzi, maggioranza che i democratici non hanno, almeno per il momento. Alla Camera, composta da 435 membri, i democratici hanno bisogno di 218 voti per avviare formalmente il procedimento. Finora 160 hanno dato il loro appoggio, oggi si è aggiunto un ex repubblicano passato tra gli indipendenti, portando il numero ufficiale a 161. Ma il dato è in continua crescita.

Impeachment per Trump, la replica del presidente

La svolta democratica è arrivata mentre Trump era all'assemblea generale dell'Onu, da dove ha minimizzato lo scandalo delle presunte pressioni su Zelensky per l'avvio di un'indagine su Joe Biden. Trump ha sfogato la sua rabbia su Twitter, parlando di "molestie ai danni del presidente", di "caccia alle streghe quando non hanno neanche visto la trascrizione" della telefonata con il leader dell'Ucraina.

Trump ha affermato che la trascrizione di quella controversa telefonata sarà resa pubblica domani in forma completa ed originale. "Il segretario di Stato Pompeo ha ricevuto il permesso dal governo ucraino di rendere nota la trascrizione della telefonata che ho avuto con il presidente Zelensky", ha annunciato su Twitter. La Casa Bianca, dunque, si prepara a consegnare al Congresso entro la fine della settimana sia la denuncia dell'informatore che ha segnalato la telefonata di Trump a Zelensky, sia il relativo rapporto dell'ispettore generale.


Aggiornamento ore 17.30 - Donald Trump chiese al presidente ucraino Voldymyr Zelenski di contattare il ministro della giustizia Usa, William Barr, per discutere la possibile apertura di un'indagine per corruzione su Joe Biden e suo figlio. E' quanto conferma la trascrizione della telefonata del 25 luglio tra il presidente Usa e il leader ucraino. "Fammi questo favore - disse il capo della Casa Bianca -. Qualunque cosa puoi fare, è importante che tu la faccia, se è possibile". Il testo della conversazione è stato reso pubblico senza modifiche dall'amministrazione Trump. Nelle cinque pagine di trascrizione del colloquio si legge che Trump chiese a Zelensky di contattare, oltre al ministro Barr, anche il suo legale personale Rudolph Giuliani per "andare a fondo" della questione. Dalla trascrizione emerge che Trump, prima di chiedere al presidente ucraino di indagare sul figlio di Biden, gli ricordò che gli Stati Uniti inviano aiuti a Kiev. "Facciamo molto per l'Ucraina" furono le sue parole, aggiungendo che, al contrario, l'Europa non fa abbastanza.

Secondo quanto si legge nel documento, Trump però non fece un esplicito collegamento tra gli aiuti statunitensi - bloccati una settimana prima - e un'indagine su Hunter Biden. Zelensky rispose che il presidente statunitense "aveva assolutamente ragione" a dire che i Paesi europei "non fanno quanto dovrebbero per l'Ucraina". La trascrizione non è testuale, ma si basa su "note e ricordi" delle persone presenti nella Situation Room e dei membri del Consiglio di sicurezza nazionale, hanno spiegato alla Casa Bianca.

I membri del Congresso americano stanno indagando per appurare se, dopo la telefonata, Trump fece ancora pressioni per riaprire l'inchiesta su Biden in cambio del ripristino degli aiuti congelati, secondo quanto riferiscono alcuni media Usa. Si tratta dei primi passi dell'indagine formale per impeachment annunciata.

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