Irlanda, svolta storica: trionfa il sì all'aborto

Con più del 66% delle preferenze, gli irlandesi hanno votato a favore dell'abrogazione dell'articolo 8 della Costituzione. Il premier Varadkar: "Un voto per il futuro"

Sì all'aborto in Irlanda (FOTO ANSA)

Adesso i dati sono ufficiali: il 66,4% degli irlandesi ha votato in favore della liberalizzazione dell’aborto in Irlanda, secondo i risultati definitivi sul referendum comunicati oggi. La vittoria del “Sì” era attesa ma è stata più ampia del previsto. La legge in vigore in Irlanda consente l’aborto soltanto in pochissimi casi, tra cui il rischio per la vita della madre.

Con l’abrogazione dell’articolo 8 della Costituzione irlandese l’interruzione di gravidanza sarà permessa entro le prime 12 settimane e tra la 12esima e la 24esima in circostanze eccezionali. Nel pomeriggio, dopo gli exit poll e i primi risultati, quando la vittoria del “Sì” sembrava già certa, il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha commentato a RTE: “Quello che vediamo oggi è il culmine di una rivoluzione silenziosa che si è svolta in Irlanda negli ultimi 10 o 20 anni”.

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"Un voto per le prossime generazioni"

"Credo che abbiamo votato per le prossime generazioni, abbiamo votato per la compassione quando prima c'era l'indifferenza, per l'assistenza medica quando prima chiudevamo un occhio". Lo ha detto il premier irlandese Leo Varadkar alle centinaia di persone che si sono riunite di fronte al Castello di Dublino per l'annuncio dei risultati ufficiali del referendum che, con un'amplissima maggioranza del 66,4%, ha liberalizzato l'interruzione di gravidanza in Irlanda.

Secondo i risultati ufficiali nel referendum, al quale ha partecipato oltre il 64% dei 3,1 milioni di aventi diritto al voto, il 33,6% ha invece votato per mantenere l'ottavo emendamento della Costituzione che di fatto vietava l'aborto, tranne nei casi di stupro o incesto.

"Con l'ottavo emendamento alle donne con gravidanza problematiche veniva di fatto detto: prendete l'aereo o la nave" per la Gran Bretagna, ha affermato il ministro della Sanità, Simon Harris. "Oggi invece noi diciamo, prendete la nostra mano", ha aggiunto riferendosi all'aiuto che verrà ora fornito in patria a queste donne.

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