L'Isis continua a devastare Palmira: distrutte tre torri funerarie

Non si ferma la furia iconoclasta degli uomini del Califfato nero. Dopo il tempo di Bel, i jihadisti hanno minato e fatto saltare in aria anche tre torri funerarie. "Erano quelle meglio conservate, erano le più belle", dice il capo dell'autorità siriana che sovrintende ai beni dell'Antichità

Prosegue sistematica l'opera di distruzione che lo Stato Islamico sta portando a termine nel sito archeologico di Palmira.

I miliziani del Califfo hanno fatto saltare in aria tre celebri torri funerarie della "sposa del deserto". Lo ha annunciato Mammoun Abdelkarim, capo dell'autorità siriana che sovrintende ai beni dell'Antichità. "Hanno fatto esplodere tre torri funerarie, quelle che erano meglio conservate, le più belle", ha denunciato Abdelkarim.

Appena pochi giorni prima, l'Isis aveva minato e fatto saltare il tempo di Bel, ritenuto il simbolo di Palmira. Dopo una prima smentita da parte di Abdelkarim, che aveva parlato di "esplosione non sufficiente" e secondo il quale l'antico tempo aveva subito sì danni ma era ancora in piedi, è arrivata la conferma grazie alle immagini aeree scattate sul sito: il santuario di Bel era stato raso al suolo.

Si allunga quindi l'elenco delle devastazioni compiute dall'Isis nella sua furia iconoclasta. La violenza dei miliziani non ha risparmiato nemmeno lo studioso 82enne Khaled Asaad, capo del sito archeologico di Palmira e decapitato dai jihadisti per non aver voluto rivelare il nascondiglio dei preziosi reperti provenienti dall'antica città, caduta nelle mani dell'Isis lo scorso maggio

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