"La propaganda dell'Isis è in crisi: ecco perché"

Secondo uno studio dell’organismo religioso egiziano “Casa della Fatwa”, in tre mesi sono crollati i post e video diffusi dal Califfato. Un calo dovuto anche alla "uccisione di un gran numero di quadri informatici" jihadisti sia in Iraq che in Siria

La macchina della propaganda dello Stato islamico è in profonda crisi.

Secondo uno studio egiziano, negli ultimi tre mesi le fotografie e i video postati in rete dalle case di produzione ufficiale dell'organizzazione terroristica sono quasi dimezzati. Un calo dovuto alla "uccisione di un gran numero di quadri informatici" del Califfato nero sia in Iraq che in Siria dove, tra l'altro, "ha perso molti territori".

Secondo i dati elaborati dalla "Casa della Fatwa" egiziana, organismo religioso che si occupa degli editti islamici, "il numero delle immagini postate in rete dall'Isis all'apice della sua attività mediatica tra giugno e settembre 2015, è stato di 3.217 dalla Siria e 3.762 dall'Iraq", per un totale di quasi 8mila. Una cifra quasi dimezzata negli ultimi tre mesi dove, secondo la ricerca egiziana, sarebbero stati diffusi non oltre 4.500 immagini complessive: "2.500 in Siria e 2.700 in Iraq", per un totale di 5.200. Lo studio rivela inoltre che "il 63 per cento della produzione mediatica dell'Isis è rappresentato da immagini fotografiche, mentre il 20 per cento sono video".

Lo scorso agosto, per esempio, gli internauti del Califfato hanno diffuso 728 filmati, contro appena 500 dello scorso mese di ottobre. Gli autori della ricerca attribuiscono l'arretramento della propaganda del gruppo, che ha saputo fare della rete la sua più efficace arma, a due cause: "la morte di numerosi quadri informatici dell'Isis per opera dei raid della coalizione internazionale a guida Usa" e "la perdita da parte dell'organizzazione di territori che erano controllati dal giugno 2014" quando venne proclamato lo Stato Islamico.

Ma la crisi mediatica del Califfato, sempre secondo lo studio che ha monitorato 30 siti ufficiali dell'Isis, riguarderebbe anche la "qualità" delle immagini e non solo il calo in termini numerici delle pubblicazioni. Gli autori della ricerca che hanno visionato migliaia di immagini, affermano infatti che "la qualità delle immagini è ancora eccellente solo nella produzione provenienti da Raqqa", città siriana eletta a capitale del Califfato dello sceicco Abu Omar al Baghdadi.

Lo scorso primo dicembre, in Siria, l'Isis aveva subito un duro colpo al suo vertice mediatico per la morte di almeno sei dei suoi migliori informatici che, secondo i media arabi, rappresentavano il vertice operativo dell'organizzazione terroristica in materia di propaganda sui social network. Nessuna conferma da parte del Califfato, ma la tv satellitare al Arabiya ha pubblicato le fotografie dei sei giovani jihadisti diffuse su Twitter con la scritta "Siano accolti da Allah" che indica il loro "martirio".

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