L'esercito iracheno è entrato a Kirkuk: migliaia in fuga, mentre vola il prezzo del petrolio

Continuano a salire le tensioni tra l'amministrazione centrale di Baghdad e il governatorato del Kurdistan: l'esercito iracheno ha preso il controllo della provincia di Kirkuk ricca di petrolio

Le forze di sicurezza irachene eliminano i manifesti di Masʿūd Bārzānī, il Presidente della regione del Kurdistan iracheno. Solo due settimane fa i curdi avevano votato il referendum per l'indipendenza

Le forze di sicurezza irachene sono entrate oggi nella sede del governatorato di Kirkuk, provincia contesa con la regione autonoma del Kurdistan. L'operazione delle forze irachene nella provincia petrolifera a meno di un mese dal referendum sull'indipendenza della regione autonoma a maggioranza curda fortemente contestato dal governo di Baghdad.

La crisi non manca di avere effetti sull'economia con il prezzo del barile di petrolio che torna a salire, mentre le nuove tensioni sull'export della zona di Iraq controllata da curdi si aggiungono alle frizioni internazionali con l'Iran.

Secondo i media locali sono migliaia i rifugiati sunniti in fuga da Kirkuk per il timore delle violenze dei miliziani sciiti che compongono le "milizie popolari" al comando dell'esercito iracheno e dispiegate fuori dalla città di Kirkuk. Nelle immagini si vedono le truppe di sicurezza che prendono possesso della sede del Governatorato e dei campi petroliferi mentre una fila ininterrotta di autovetture occupano le strade verso Erbil. 

La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti che combatte lo Stato Islamico ha sollecitato oggi a Baghdad e ai curdi iracheni a "evitare azioni di escalation". 

"Continuiamo a sostenere il dialogo tra le autorità irachene e curde. Tutte le parti devono rimanere concentrate sulla sconfitta del nostro nemico comune, l'Isis, in Iraq", ha dichiarato in un comunicato il generale Robert White.

L'ufficio stampa delle forze armate irachene ha comunicato che l'aeroporto di Kirkuk, così come dei giacimenti di Baba Gurgur e della sede locale della North Oil company sono sotto il controllo dell'amministrazione di Baghdad mentre non ci sarebbero stati scontri con le forze curde Peshmerga.

Il premier iracheno, Haider al Abadi, ha precisato che le forze Peshmerga stanno collaborando nel "passaggio di consegne". Il Consiglio di sicurezza curde riferisce però di attacchi contro le forze Peshmerga su due fronti a sud di Kirkuk, con armi e veicoli militari di fabbricazione Usa. "I Peshmerga hanno distrutto almeno cinque furgoni corazzati Humvee - si legge nella nota - e continueranno a difendere il Kurdistan, i suoi abitanti e i suoi interessi". Secondo quanto riferito dal Consiglio di sicurezza della regione autonoma del Kurdistan, l'operazione militare è iniziata alle 23 e 30 di ieri sera da Taz Khormatu, a sud di Kirkuk.

"Il ministero dei Peshmerga, le forze delle regione autonoma del Kurdistan iracheno, ha informato la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti che non starà più il silenzio contro i "complotti degli antagonisti" dell'esercito iracheno contro i cittadini del Kurdistan" come ha riferito la tv satellitare curda Rudaw.

Il ministero curdo dei Peshmerga ha anche illustrato una sintesi degli avvenimenti della scorsa notte proseguiti anche oggi con l'avanzata delle forze di Hashd al-Shaabi ("Mobiltazione Popolare", alleanza di milizie sciite filo iraniane), l'esercito iracheno e la polizia federale: tutte forze accusate dal ministero curdo di "utilizzare armi avanzate fornite dai partner della coalizione" senza avere rispetto per "nessun valore per l'unità del popolo e la sovranità della terra irachena".

Il ministero dell'Interno iracheno aveva smentito la scorsa settimana l'intenzione di lanciare operazioni militari a Kirkuk, spiegando che, in realtà, nella regione è in corso un ri-dispiegamento di truppe. Nel giugno del 2014 furono le forze curde Peshmerga a prendere il controllo di Kirkuk respingendo i miliziani dello Stato Islamico

Il Consiglio dei ministri della sicurezza nazionale irachena ha avvertito che “la grave escalation e le provocazioni delle forze appartenenti alla regione del Kurdistan” potrebbero “trascinare il paese in un conflitto interno allo scopo di smantellare l'Iraq e stabilire uno Stato su base etnica”. Baghdad, inoltre, sottolinea che il referendum sull’indipendenza della regione autonoma del Kurdistan iracheno è "incostituzionale e contrario alla volontà della Comunità internazionale".

Un reporter aiuta i civili attaccati dalle milizie

A Kirkuk ammainate le bandiere del Kurdistan

Dov'è Kirkuk e il Kurdistan

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Intanto il vicepremier turco Bekir Bozdag, ha annunciato la chiusura dello spazio aereo turco per tutti gli aerei diretti o provenienti dal Kurdistan iracheno. La decisione era stata preannunciata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan l'indomani del referendum che lo scorso 25 settembre ha sancito l'indipendenza del Kurdistan dall'Iraq

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