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L'esercito iracheno riconquista Kirkuk, i curdi si ritirano

 

Le forze irachene sono entrate nella sede del governatorato di Kirkuk, capoluogo dell'omonima provincia nell'Iraq settentrionale, ricca di petrolio e dal 2014 sotto il controllo del governo del Kurdistan iracheno. I peshmerga, le forze militari curde, hanno preferito ripiegare senza contrastare l'avanzata.

Proprio oggi la regione autonoma del Kurdistan iracheno ha annunciato che vuole ritirarsi da tutte le zone contese con Baghdad. In un comunicato riportato dalla tv satellitare curda, il ministero dei Peshmerga (Difesa), le forze regionali della regione autonoma ha detto che "sarà riorganizzata la linea di contatto tra le forze irachene ed i Peshmerga per tornare come lo era prima dell'inizio dell'operazione per la liberazione di Mosul lanciata il 17 ottobre 2016". 

La linea di cui parla il comunicato delimita di fatto le zone entro le quali veniva definito il confine amministrativo della regione autonoma. Zone che i curdi avevano liberato dal controllo dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis) dopo che questi le avevano espugnate dalle autorità centrali di Baghdad.

La costituzione irachena stilata dopo la caduta del regime dell'ex dittatore Saddam Hussein nel 2003, stabilisce che in queste zone - contese tra arabi e curdi - venga tenuto un referendum tra la popolazione locale per scegliere se stare con il Kurdistan o Baghdad. Ma il governo iracheno non ha mai dato seguito alle consultazioni; regione per cui i curdi, una volta conqusitate queste zone nella guerra con l'Isis, volevano annettere alla propria regione. Il referendum per l'indipendenza del Kurdistan dall'Iraq tenuto con una schiacciante vittoria del Sì a fine settembre ha acuito i contrasti con le autorità centrali che hanno reagito riprendendo in questi giorni con la forza gran parte di questi territori contesi, compresa la ricca provincia petrolifera Kirkuk.

"Grazie a Dio, non abbiamo dovuto scontrarci con i peshmerga dato che hanno preferito ripiegare nei loro territori e abbiamo potuto così entrare a Kirkuk in maniera pacifica", racconta un colonnello dell'esercito iracheno che ha preso parte alla riconquista della città. "Kirkuk è territorio iracheno" sottolinea un ufficiale delle milizie sciite di mobilitazione popolare. "Per questo non abbiamo avuto alcun problema, lo Stato iracheno ha una strategia che copre tutto il paese. Ci sentiamo fratelli dei curdi e del popolo di Kirkuk".

Migliaia in fuga mentre vola il prezzo del petrolio

La riconquista governativa, che in 24 ore ha raggiunto quasi tutti gli obiettivi prefissati, è avvenuta praticamente senza colpo ferire, a quanto pare per le divisioni interne che lacerano i due grandi partiti curdi. All'arrivo delle forze irachene, molte famiglie curde sono fuggite dai loro quartieri, riparando nei territori del Kurdistan iracheno. Dopo il ritiro dei peshmerga, le unità militari irachene hanno anche ripreso il controllo di Bay Hassan e Havana, due dei più grandi campi petroliferi della regione di Kirkuk, a nord della città.

Stupisce, e molto, invece, il silenzio di Washington sulla vicenda, complessa e delicata che potrebbe avere ripercussioni devastanti per l'assetto dello Stato iracheno. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha infatti affermato che gli Usa non si stanno occupando della crisi tra i curdi e il governo di Bagdad per il controllo della provincia irachena di Kirkuk.

"Non ci piace il fatto che si stiano scontrando. Non siamo schierati con nessuno dei due contendenti" ha dichiarato Trump in una conferenza stampa improvvisata nei giardini della Casa bianca. "Per anni abbiamo avuto ottime relazioni con i curdi, come tutti sanno, e abbiamo anche sempre appoggiato il governo iracheno anche se, a dirla tutta, non avremmo mai dovuto mettere piede laggiù. Ma in questa battaglia siamo equidistanti", ha concluso il presidente statunitense.

Dov'è il Kurdistan

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Intanto il vicepremier turco Bekir Bozdag, ha annunciato la chiusura dello spazio aereo turco per tutti gli aerei diretti o provenienti dal Kurdistan iracheno. La decisione era stata preannunciata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan l'indomani del referendum che lo scorso 25 settembre ha sancito l'indipendenza del Kurdistan dall'Iraq

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