Kurdistan, Baghdad impone il coprifuoco e schiera l'esercito contro gli indipendentisti

Nella regione autonoma a nord dell'Iraq lunghissime file davanti ai 12mila seggi per il referendum sull'indipendenza: cinque milioni gli aventi diritto. Tensione alle stelle a Kirkuk. La Turchia oscura le trasmissioni delle emittenti curde

La polizia irachena ha imposto il coprifuoco a Kirkuk, nel giorno in cui si tiene il referendum sull’indipendenza del Kurdistan.

Oggi il parlamento di Baghdad ha votato una mozione che “obbliga” il primo ministro Haider Abadi nella sua qualità di capo delle forze armate dell’Iraq di “schierare l’esercito a Kirkuk e in tutte le zone contese” tra i curdi e il governo centrale.

Dispiegamento delle truppe federali in tutti i territori controllati dalle milizie curde dal 2013; chiusura dei varchi al confine con il Kurdistan; interruzione delle attività delle società pubbliche attive nei territori contesi (in particolare quelle petrolifere); sospensione degli stipendi a tutti i dipendenti pubblici che hanno partecipato al referendum e avvio di azioni giudiziarie nei loro confronti.

Sono questi i provvedimenti approvati dal Parlamento iracheno in risposta al referendum di indipendenza del Kurdistan iracheno. La provincia di Kirkuk è il punto più conteso proprio a causa della presenza di ricchi giacimenti di petrolio.  Kirkuk è stata inserita dai curdi all'interno del territorio dove si terrà il referendum, nonostante l'aperta e netta opposizione delle minoranze locali e dei politici che le rappresentano. 

Nel frattempo nella regione autonoma a nord dell'Iraq si registrano lunghissime file davanti ai 12mila seggi in tutto il territorio, anche nelle zone contese: alle urne anche la minoranza cristiana, cinque milioni gli aventi diritto, sparsi in tre province del Kurdistan autonomo: Erbil, Sulaimaniyah e Dohuk, ma anche la nella provincia contesa (e ricca di petrolio) di Kirkuk.

Anche la Turchia si mobilita

La Turchia ha deciso di cancellare la licenza della agenzia di stampa ed emittente televisiva curda Rudaw 3 i canali televisivi del nord Iraq K-24 TV e Waar TV dalla piattaforma satellitare Rtuk. Le tre emittenti sono già state oscurate. La decisione è stata presa nell'ambito delle ritorsioni che Ankara sta mettendo in atto nei confronti del Kurdistan iracheno per reazione al referendum sull'indipendenza.

l ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha annunciato che sono stati annullati i programmi di addestramento militare: "Taglieremo i nostri aiuti militari e chiuderemo i programmi di addestramento". Ha minacciato inoltre che se "i turchi in Iraq dovessero subire qualche attacco, Ankara reagira' immediatamente con un intervento militare".