Le nozze di Kate e William più importanti delle crisi umanitarie

Presentato il rapporto di Medici senza frontiere Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011: "I tg nazionali nascondono le emergenze del mondo"

Ben 413 servizi dedicati lo scorso anno dai telegiornali italiani alle nozze reali di William e Kate. Appena 138 quelli sulle crisi sanitarie e umanitarie nel mondo. E' quanto è emerso dal rapporto 'Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011' presentato oggi a Roma da Medici senza frontiere.

Per il 2011, Msf ha deciso di porre l'attenzione su come i telegiornali italiani hanno trattato il tema della migrazione a seguito delle rivolte esplose in Tunisia, Egitto e Libia, quello delle "crisi sanitarie", quali malnutrizione in Somalia, Hiv-Aids e le malattie tropicali dimenticate, e quello delle "crisi umanitarie" in Costa d'Avorio, Sudan e Sud Sudan, Bahrein, Repubblica Democratica del Congo e Afghanistan.

Se lo spazio dedicato a contesti di crisi, a conflitti e a emergenze umanitarie e sanitarie è aumentato rispetto al 2010, passando dal 6 al 10% dei servizi realizzati, questo si spiega soprattutto con l'attenzione dedicata alle rivolte della Primavera araba e al terremoto in Giappone, ha sottolineato Msf.

Msf ha quindi fatto monitorare dall'Osservatorio di Pavia come e quanto i Tg italiani hanno raccontato l'arrivo in Italia dei migranti in fuga da Libia, Tunisia ed Egitto. Complessivamente al tema sono state dedicate 1.391 notizie, ma Msf ha lanciato l'allarme sul modo in cui è stato affrontato.

Innanzitutto il fatto che i soggetti maggiormente intervistati siano stati esponenti politici, di governo e amministratori locali, che hanno conquistato circa il 65% del tempo di parola, quindi per il "ricorso a un lessico bellico", per cui si è più volte parlato di "invasione", "occupazione", "tregua, "bombe, polveriere, micce, esplosioni".

A fronte di tutto ciò, ha evidenziato l'organizzazione, ai migranti è stato lasciato "un misero 14% del tempo di parola" e le loro condizioni medico-sanitarie non sono quasi mai state il focus centrale della narrazione, mentre i bambini approdati sulle coste italiane sono stati mostrati in video senza nasconderne il volto.

"Il dato più sconcertante - ha commentato in conferenza stampa Kostas Moschochoritis, Direttore generale Msf Italia - è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti".

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