Soli e schiavi: l'ondata dei profughi bambini

Senza famiglia attraversano la Libia nelle mani dei trafficanti di uomini. A Trabia, in provincia di Palermo Aimomo e Ibrahim raccontano il loro viaggio dell'orrore tra baby prostitute e bambini costretti ai lavori forzati

I gemelli Aimamo eIbrahim, sulla spiaggia di Trabia

Aimamo e Ibrahim sono due gemelli, hanno 16 anni e l'uno per l'altro sono l'unica famiglia che rimane loro. Sono fuggiti dall'Africa cercando la speranza di una vita migliore e finendo nelle mani dei contrabbandieri: "Con mio fratello abbiamo lavorato per due mesi in Libia - racconta Aiamamo - se si tentava di scappare loro sparavano e ti uccidevano, se si smette di lavorare loro ti picchiano. E' una vera tratta degli schiavi". 
Aimamo ora vive con il fratello a Trabia, un piccolo comune della Sicilia in provincia di Palermo, dove è nato "Rainbow", un centro di accoglienza, progetto pilota gestito direttamente dal ministero dell'Interno, per giovani migranti giunti in Italia senza una famiglia. La storia di Aimamo e Ibrahim è la stessa di tanti che tentano di raggiungere l'Italia e da qui l'Europa passando nelle mani di trafficanti di uomini senza scrupoli.

"Una volta stavo solo riposando per cinque minuti - racconta Aimamo - e un uomo mi ha picchiato con un bastone. Ad ogni modo, dopo aver lavorato, ci rinchiudevano all'interno della fattoria, e andava avanti così tutti i giorni finchè non siamo riusciti a ripagarci il viaggio." Ma i piccoli migranti non solo vengono sfruttati, ma molti subiscono abusi sessuali ed entrano nel giro della prostituzione. UNICEF ha raccolto le storie di centianaia di ragazzi e ragazze venduti sulle strade della LIbia, mentre tante sono le ragazzine arrivate in Italia incinte dopo essere state violentate. 

Più di 9 su 10 sono i rifugiati e bambini migranti che sono arrivati in Italia nel 2016 non accompagnati,  spingendo l'UNICEF ad azionarsi per contrastare le crescenti minacce di abuso, sfruttamento e morte. In un rapporto, "Un pericolo ad ogni passo del cammino" l'UNICEF stima in 7.009 i minori non accompagnati che hanno attraversato il Nord Africa verso l'Italia nei primi cinque mesi dell'anno, il doppio rispetto allo scorso anno.
Il rapporto documenta gli spaventosi rischi a cui gli adolescenti vanno incontro nella loro fuga per sfuggire a conflitti, disperazione e povertà. Un totale di 2.809 decessi sono stati registrati nel Mediterraneo tra il 1 gennaio e il 5 giugno 2016, rispetto al 3770 per l'intero scorso anno. La stragrande maggioranza era sulla rotta del Mediterraneo centrale - e molti erano bambini. Non ci sono tuttavia dati affidabili proprio per la natura illecita del contrabbando umano: i minori non accompagnati finiscono nella rete dei trafficanti di esseri umani in un sistema che "paga per passare" che finisce per intrappolarli in una rete di sfruttatori.