Migranti, in oltre 5mila sono finiti in centri di detenzione in Libia

Mattarella ha firmato il decreto sicurezza bis che consente di multare le navi che non rispettano il divieto di entrare nei porti italiani. Il ministro dell'Interno alla Sea Watch: "Vadano verso in Nord Europa"

Tremila sbarchi mancati: secondo i dati dell'agenzia Onu per i rifugiati Unhcr sarebbero 2.887 i migranti soccorsi in mare e riportati in Libia dall'inizio dell'anno. Un numero che, sommato alle 2.144 persone arrivate in Italia da inzio anno secondo il Viminale, danno la portata della migrazione in corso dall'Africa alle coste del Meditterraneo centrale. 

Parliamo comunque di un fenomeno in calo considerando come nel 2018 erano sbarcati 13.815 migranti, 61.201 nel 2017. Come abbiamo visto ben più difficile invece verificare il numero di rimpatri.

Libia, l'incubo dei centri di detenzione

Secondo i dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati i migranti in detenzione in Libia sarebbero ben 5.500, di cui oltre 3.680 in centri situati nei pressi del conflitto in corso a Tripoli da inizio aprile.L'Unhcr offre assistenza medica al momento dello sbarco, prima che i migranti vengano trasferiti nei centri di detenzione gestiti dalle auorità libiche.

Sono stati 537 i migranti sbarcati ad Al Khoms (216 persone), nella base navale di Tripoli (202 persone) e ad Azzawya (119 individui). L'agenzia Onu -precisando che si tratta per il 76% di uomini, mentre donne e bambini rappresentano rispettivamente il 10% e il 14%- spiega inoltre come le ultime partenze dei migranti alla volta dell'Europa siano avvenute nei pressi di Sabratha, Garabulli e Al Khoms, nella zona occidentale della Libia.

Migranti, Mattarella firma il decreto sicurezza bis

Proprio oggi il presidente della Repubblica ha firmato il decreto sicurezza bis approvato lo scorso 11 giugno dal consiglio dei ministri. Per ricordare brevemente le nuove normative nell'ambito del tema "porti chiusi" spostano in capo al Ministro dell’interno la possibilità di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Dando inoltre la possibilità di imporre sanzioni fino a 50mila euro alle navi che non dovessero rispettare il divieto, con tanto di confisca in caso di recidiva. 

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Proprio in queste ore la tensione è alta per il caso della Sea Watch, la nave battente bandiera olandese che si trova al largo di Lampedusa dopo aver recuperato un gruppo di migranti. Salvini è stato lapidario definendo l'imbarcazione una "nave pirata". 

"I nostri porti restano chiusi. Siamo di fronte all’ennesima sceneggiata dei finti buoni: a questo punto vadano verso il Nord Europa."

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