Migranti, nuovo piano del Viminale: navi di Sophia e Triton per sostituire le Ong

E' di oggi la notizia che il Ministero dell’Interno, soddisfatto per lo stop dei flussi di migranti, starebbe elaborando un piano per sostituire le navi delle organizzazioni umanitarie con quelle delle missioni europee. Altre due Ong, Sea Eye e Save The Children, sospendono l'attività nel Mediterraneo

Un migrante aggrappato a un'imbarcazione nel Mediterraneo - foto ANSA/AP Photo Emilio Morenatti

Non solo Medici Senza Frontiere, ma anche due altre Ong, Sea Eye e Save The Children, hanno deciso ufficialmente di sospendere la loro attività nel Mediterraneo per capire se ci sono condizioni di sicurezza.

E' di oggi la notizia che il Ministero dell’Interno, soddisfatto per lo stop dei flussi di migranti, starebbe elaborando un piano per sostituire le navi delle organizzazioni umanitarie con quelle delle missioni europee Sophia e Triton.

Il piano del Viminale

"Se dovesse riprendere in modo intenso — è Repubblica a riportare i ragionamenti di una fonte qualificata vicina al ministro Minniti — chiederemo alle missioni europee Sophia e Triton, e ai mercantili di passaggio, di aiutare la Guardia costiera nei soccorsi. Esattamente come avveniva prima dell’arrivo delle navi umanitarie nel Mediterraneo". 

Le sole ong hanno salvato la vita di 46.796 profughi nel 2016 (il 38 per cento del totale) e di 12.646 nei primi mesi di quest'anno. E' grazie alla loro presenza che le imbarcazioni di Triton e Sophia si erano potute tenere lontane dall’area Search and Rescue. Ma ora la Iuventa è sotto sequestro a Trapani e le navi di Proactiva Open Arms, Seawatch e Moas sono ferme in porto a Malta: così davanti alle coste libiche c'è solo l’Aquarius di Sos Mediterranée.

Il piano del Viminale prevede nello specifico anche aiuti allo sviluppo della Libia con il finaziamento di nuovi progetti economici che potranno essere avanzati dai sindaci libici sia del Nord che del Sud del Paese. L’Italia fornirà inoltre anche altre motovedette alla Guardia Costiera libica, oltre alle quattro già utilizzate.

La posizione delle Ong

"Continuare il nostro lavoro di salvataggio non é più possibile in queste circostanze, e non possiamo più garantire la sicurezza dei nostri equipaggi. Oggi abbiamo deciso con gran cuore - ha annunciato il presidente di Sea Eye - di sospendere temporaneamente le nostre missioni di salvataggio nel Mediterraneo. Ho informato i nostri equipaggi e i capitani di questa decisione. Il motivo è la mutata situazione di sicurezza nel mediterraneo occidentale, dopo che il governo libico ha annunciato una proroga a tempo indeterminato e unilaterale delle acque territoriali, in relazione ad una minaccia esplicita contro le ong private. In queste circostanze, non è possibile proseguire il nostro lavoro di salvataggio. Sarebbe irresponsabile nei confronti dei nostri equipaggi".

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