Malesia: "Trovate morte le presunte assassine del fratellastro di Kim Jong-un"

Secondo un'agenzia di stampa giapponese le due agenti dei servizi segreti nordocoreani che sono sospettate di aver assassinato Kim Jong-nam potrebbero essere già morte

Due singoli frame del video registrato dalla telecamere di videosorveglianza

Le due agenti dei servizi segreti nordocoreani che sono sospettate di aver assassinato il fratellastro del leader di Pyongyang, Kim Jong-Nam, ieri all'aeroporto di Kuala Lumpur, potrebbero essere già morte.

Lo riferisce l'agenzia di stampa giapponese Kyodo News. "Ci sono notizie secondo cui (le due sospettate) potrebbero essere già morte", ha riferito l'agenzia citando fonti del governo giapponese senza specificare se si tratti di un omicidio o di un suicidio. Il corpo del fratellastro del leader nordcoreano verrà sottoposto ad autopsia oggi, mentre la polizia malese è a caccia dei responsabili del suo clamoroso assassinio in stile Guerra fredda all'aeroporto di Kuala Lumpur.

Due donne avrebbero usato un veleno per uccidere Kim Jong-Nam e secondo la stampa malese e sudcoreana l'uomo sarebbe stato punto da aghi avvelenati o gli sarebbe stata spruzzata in volto una sostanza mortale. L'assassinio, che avviene mentre Pyongyang si prepara a festeggiare il compleanno del padre di Kim Jong-nam e del leader Kim Jong-un, illustra la natura "disumana e brutale" del regime di Pyongyang, afferma Seoul.

La polizia malese sta studiando i filmati delle telecamere di sicurezza all'aeroporto di Kuala Lumpur per capire che cosa sia accaduto durante l'attacco di ieri. "Ha detto all'addetta al banco nel salone delle partenze che qualcuno gli aveva messo le mani in faccia da dietro e gli aveva versato addosso un liquido" ha detto il capo dell'ufficio investigativo dello stato di Selangor Fadzil Ahmat al quotidiano malese The Star.

"Ha chiesto aiuto ed è stato mandato immediatamente alla clinica dell'aeroporto. A questo punto aveva un lieve mal di testa e stava per svenire" ha detto Fadzil. "Alla clinica, ha avuto una leggera crisi. E' stato messo in ambulanza e portato all'ospedale Putrajaya, dove ne è stato dichiarato il decesso". Secondo la stampa sudcoreana le due donne dopo l'agguato sarebbero fuggite in taxi. Kim, 45 anni, era favorito per assumere la guida del regime, ma nel 2001, dopo un imbarazzante tentativo di raggiungere il Giappone con un passaporto falso, era finito in esilio. Ha vissuto a lungo a Macau, paradiso del gioco d'azzardo, e in altri Paesi asiatici, dove si narra del suo stile di vita da playboy. L'uomo sarebbe stato in Malaysia con un passaporto a nome di Kim Chol, ma oggi Seoul ha confermato la sua appartenenza alla dinastia nordcoreana dei Kim.

"Il nostro governo è certo che l'uomo ucciso sia Kim Jong-Nam" ha detto un portavoce del ministero dell'Unificazione sudcoreano. A Pyongyang intanto sono iniziate le celebrazioni per il compleanno di Kim Jong-Il, padre di Jong-Nam, e nessuno fa parole dell'omicidio. Circa tremila funzionari in uniforme e donne in costume tradizionali si sono riuniti per un gala di pattinaggio sul ghiaccio, tra striscioni che proclamano "pace", "indipendenza" e "amicizia".

Cheong Seong-Chang dell'istituto Sejong a Seoul ha detto che difficilmente Jong-Un percepiva il fratello maggiore come una minaccia per il potere, ma il suo assassinio è "impensabile senza un ordine diretto dello stesso Kim Jong-Un". L'omicidio sarebbe motivato dal recenti notizie secondo cui Jong-nam avrebbe cercato di defezionare in Usa, in Europa o in Corea del Sud già nel 2012, ha aggiunto. 

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