Obama pronto agli "attacchi mirati". Putin accusa i ribelli: "Usano armi chimiche"

Nella battaglia diplomatica sulla crisi siriana Parigi si schiera con forza dalla parte degli americani, mentre l'Italia spera ancora nell'Onu

Parlando in televisione, il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato l'intenzione di perseguire ogni strada diplomatica per rimuovere l'arsenale di armi chimiche siriane ma ha anche ribadito di aver dato disposizione perché l'esercito americano "sia in grado di intervenire" nel caso questa strada diplomatica fallisca.

Nel suo discorso, Obama ha ricordato come la Casa Bianca sia stata a lungo contraria a qualsiasi intervento militare sapendo che una situazione come quella siriana non si risolve con la guerra. Ma il massacro del 21 agosto alle porte di Damasco, e la prova dell'uso di armi chimiche, "hanno cambiato tutto. Quella terribile sera il mondo ha visto anche attraverso dettagli raccapriccianti la natura terribile delle armi chimiche e la schiacciante maggioranza dell'umanità ha dichiarato che una cosa simile è un crimine contro l'umanità e una violazione delle leggi di guerra". Obama ha quindi aggiunto: "Sappiamo che il personale militare che gestisce l'arsenale chimico di Assad ha preparato un attacco in zona con gas sarin. Hanno dato maschere antigas alle truppe poi hanno sparato missili da una zona controllata dal regime contro dei sobborghi per spazzare via le forze dell'opposizione".

Precisando di aver deciso dopo "attenta riflessione", Obama ha quindi spiegato che la risposta più utile all'uso di armi chimiche è una serie di "attacchi militari mirati". In questo modo faremo anche sì, ha aggiunto, che "altri tiranni ci pensino due volte prima di procurarsi e usare gas letali". "L'obiettivo dell'attacco sarebbe quello di dissuadere Assad dall'usare armi chimiche... ma non ci saranno truppe americane sul terreno", non sarà come in Afghanistan o in Siria.

Quanto alla proposta russa come alternativa all'azione militare, Obama l'ha accolta con favore ma ha precisato che "è troppo presto per dire se avrà successo. Ogni accordo prevede anche attente verifiche per valutare se Assad abbia rispettato i suoi impegni ma l'iniziativa russa ha il potenziale di rimuovere le armi chimiche senza l'uso della forza".

MICHELLE OBAMA CONTRO LA GUERRA

RUSSIA

La Russia ha presentato al Consiglio di sicurezza dell'ONU le prove di uso di armi chimiche da parte dei ribelli siriani. Secondo Mosca gli insorti possiedono armi chimiche e la Russia ne ha dato prova alle Nazioni Unite. Lo ha detto il capo della commissione Affari internazionali della Duma di Stato, Alexei Pushkov. "Ci sono ragioni per presumere che non solo il governo siriano, ma anche i militanti dell'opposizione possiedono armi chimiche", ha detto Pushkov. "Ci sono sospetti che i militanti hanno usato queste armi più volte", ha detto. Pushkov ha inoltre aggiunto che gli insorti siriani hanno utilizzato armi chimiche vicino ad Aleppo a marzo e che - a suo dire - questo era a conoscenza di Carla Del Ponte, membro della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente sulla Repubblica araba siriana sotto l'egida dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo.

FRANCIA

La Francia resta "mobilitata per sanzionare l'uso di armi chimiche da parte del regime siriano e per dissuaderlo dal ricominciare", ha annunciato la presidenza francese al termine del Consiglio di Difesa. Nel corso della riunione, Francois Hollande "ha sottolineato la determinazione della Francia ad esplorare tutte le vie presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per permettere il prima possibile un controllo effettivo e verificabile delle armi chimiche presenti in Siria".

HUMAN RIGHTS WATCH: "E' STATO ASSAD A USARE LE ARMI CHIMICHE"

ITALIA

"Non credo che sia possibile, lo ripeto, al di là di una delibera del consiglio di sicurezza, questa è la linea che abbiamo sempre tenuto ed è la linea che dobbiamo assolutamente confermare": è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Emma Bonino in un'intervista a Radio24, di fronte alla possibiltà di un intervento "lampo" internazionale in Siria, dopo il discorso del presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel quale ha spiegato che la risposta più utile all'uso di armi chimiche è una serie di "attacchi militari mirati". Secondo il ministro, non va "svilito" il sistema multilaterale delle Nazioni Unite. Ciò "non mi pare possa davvero far pensare a un dato di anti-americanismo che veramente non mi riguarda", ha ribadito la titolare della Farnesina. In Siria la situazione del conflitto non è certamente sintetizzabile con la frase "il regime contro i 'buoni'": ha continuato il ministro degli Esteri Bonino, dopo che l'inviato della Stampa Domenico Quirico, tenuto sotto sequestro per cinque mesi da gruppi vicino ad Al Qaida, ha definito la Siria "il paese del male". "Come ho detto anche in Parlamento, certamente la Siria è fortissimamente infiltrata da gruppi qaedisti, jihadisti e anche di criminalità 'normale', come spesso avviene nelle guerre civili". Secondo il ministro, c'è "chi traffica in armi, chi usa i sequestri anche al fine di posizionamento politico", e la "situazione non è il regime contro i 'buoni'. La stessa opposizione è "molto composita, molto complessa e fortissimamente infiltrata", ha insistito la titolare della Farnesina.

"Restiamo convinti che nessuna parte sarebbe in grado di prevalere né di stabilizzare il paese", perciò "la soluzione politica negoziata è l'unica soluzione praticabile per la regione". Lo ha ribadito il presidente del Consiglio Enrico Letta intervenendo a Montecitorio sulla crisi siriana. L'Italia, ha spiegato Letta, continuerà "a sostenere la convocazione della conferenza di Ginevra 2 come abbiamo spinto in tutte le sedi fino ad ora, una conferenza urgente e indispensabile" perchè "il dramma siriano assume sempre più i connotati di una guerra per procura, è necessario che tutti gli attori accettino di disinnescare i combattimenti".

"RIBELLI SIRIANI PRONTI AD ATTACCARE ISRAELE CON ARMI CHIMICHE"

UNIONE EUROPEA

Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato che il ricorso alle armi chimiche in Siria va "condannato" e necessita di una "risposta forte". "L'uso e il ricorso ad armi chimiche è un atto che va condannato e necessita di una risposta forte", ha dichiarato Barroso davanti al parlamento europeo a Strasburgo, in occasione del discorso annuale sullo stato dell'Unione. "La comunità internazionale, con al suo centro le Nazioni Unite, deve assumersi la responsabilità collettiva per mettere fine al conflitto", ha aggiunto, sottolineando che in "Europa riteniamo che una soluzione politica sia l'unica che permetta di stabilire la pace duratura che il popolo siriano merita".

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