Papa Francesco chiama Assad e Putin per scongiurare la guerra in Siria

Al momento non ci sono conferme ufficiali da parte della Santa Sede di quanto rivelato dal quotidiano argentino

Papa Francesco avrebbe parlato nelle ultime ore con il raìs siriano Bashar al Assad, per chiedergli di limitare in tutti i modi possibili la repressione dei ribelli e adottare un atteggiamento più conciliante.

Il Clarìn, che è il maggiore quotidiano argentino ed è di orientamento progressista, cita fonti anonime del Vaticano e sostiene che l'offensiva diplomatica del Papa include anche pressioni dei suoi collaboratori sulla Casa Bianca per persuadere il presidente Barack Obama a non lanciare un attacco contro la Siria.

G20: SI CERCA UNA SOLUZIONE ALLA CRISI

Di fatto, secondo il giornale di Buenos Aires, alcuni attribuiscono al capo di gabinetto di Obama, Denis McDonough, di fede cattolica, il fatto che Obama abbia ritardato l'attacco per attendere una pronuncia del Congresso.

Il Vaticano - scrive El Clarìn - starebbe facendo pressioni anche sulla Francia, l'unico paese europeo che si è detto finora deciso a seguire Washington nell'azione militare contro Assad, e altre potenze mondiali. Il giornale osserva alla fine del suo breve pezzo che l'interessamento del Papa non è puramente diplomatico: gli incombe la protezione dei cristiani del Medio Oriente, sempre più isolati e vittime ovunque del fondamentalismo islamico, che li associa con l'Occidente. La Siria di Assad era uno dei pochi paesi dell'area in cui i cristiani godevano della piena tolleranza e protezione del regime.

C'E' IL VIA LIBERO ALL'ATTACCO AMERICANO

Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha però smentito la notizia apparsa oggi sul quotidiano argentino.

Di certo c'è che il Papa ha scritto al presidente russo Vladimir Putin una lettera in occasione del G20. Nella missiva - ha riferito il portavoce vaticano Federico Lombardi - si critica, tra l'altro, la "vana pretesa" di una "soluzione militare" per la Siria e si esortano i leader del G20 a perseguire con coraggio il "dialogo" e il "negoziato".

"Purtroppo duole constatare - scrive Bergoglio sulla Siria - che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l'inutile massacro a cui stiamo assistendo. I leader degli Stati del G20 non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace. A tutti loro, e a ciascuno di loro, rivolgo un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di una soluzione militare. Ci sia, piuttosto, un nuovo impegno a perseguire, con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso il dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale. Inoltre, è un dovere morale di tutti i governi del mondo favorire ogni iniziativa volta a promuovere l'assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori il paese".

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