Russia-Cina: l'accordo sul gas che potrebbe cambiare il mondo

Mentre con l'Occidente i rapporti si fanno via via più tesi a causa del dossier ucraino, Pechino rappresenta un interlocutore privilegiato per Mosca. Gli equilibri energetici e geopolitici globali stanno cambiando, con conseguenze ancora ignote

Il mega contratto con la Cina che vale oltre 450 miliardi di dollari in forniture di metano è pronto, o quasi, sul tavolo per Vladimir Putin, a Shanghai per una visita di due giorni. L'intesa a lungo negoziata e oggi ancora al vaglio delle parti per gli ultimi dettagli, precisa il Cremlino, riguarda la vendita di 38 miliardi di metri cubi di gas l'anno e prevede 30 anni di forniture. Ma il leader russo - accolto dal collega cinese Xi Jinping - non si rivolge al Dragone "solo" per questo. Sono tanti gli accordi in via di finalizzazzione, e mentre con l'Occidente i rapporti si fanno via via più tesi a causa del dossier ucraino, Pechino rappresenta un interlocutore privilegiato e come ha detto il premier russo Dmitri Medvedev l'Asia è "il mercato in più rapido sviluppo, compresa la Cina, la più grande economia". Il capo di governo ed ex presidente di Gazprom parlava a Bloomberg TV proprio nelle ore dell'arrivo di Putin in Cina.

Gli oltre 40 documenti sul tavolo della due giorni cinese del presidente russo delineano un'accelerazione nella cooperazione con la Cina in vari settori: energia atomica, spazio, farmaceutica, tecnologie informative, anche la produzione congiunta di un aereo per tratte intercontinentali e di un elicottero. "Con i partner cinesi siamo determinati a portare gli scambi commerciali a 100 miliardi di dollari nel 2015 e a 200 miliardi nel 2020", dice Putin.

Ma è il contratto sul gas il vero obiettivo di una Russia che si sente ostacolata come fornitore di energia sul fronte europeo e minacciata dalle mire americane di esportazione di shale gas. La crescenti tensioni con l'Occidente sulla crisi ucraina hanno rilanciato il negoziato con la Cina, per anni arenato sulla questione del prezzo. Negli ultimi giorni, però, il colosso del gas Gazprom ha lasciato intendere di essere pronto a cedere qualcosa per procedere alla firma. Il numero uno Aleksey Miller ha parlato di "condizioni accettabili per la parte russa".

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