Isis, schiave bambine vendute al mercato del sesso

Il bottino di guerra dei jihadisti sono le donne, in particolare le più giovani: il prezzo varia da 500 a 2mila dollari. Ecco cosa succede al mercato di Fallujah, in quella parte di Iraq che è diventata Stato Islamico

Una manifestazione contro le violenze subite dalle donne prigioniere dell'Isis

Sono soprattutto adolescenti, ma se ne possono trovare di tutte le età ed etnie: sono le donne in vendita come schiave del sesso nei mercati dei jihadisti. A Fallujah, città sunnita irachena dello Stato Islamico, gli uommini di Abu Bakr al Baghdadi "hanno istituito un mercato delle schiave" per vendere "un centinaio di donne siriane bottino di guerra", nel nome della cosiddetta "jihad della fornicazione". A lanciare l'allarme è il ministero iracheno dei Diritti umani. 

Nella nota ufficiale si legge che le bande terroristiche di Daesh (acronimo in arabo dell'Isis) hanno scelto proprio Fallujah dove hanno fatto arrivare le donne alla Grande Moschea: qui ogni giorno si aprono le "aste" in vista della fine del digiuno che i musulmani osservano durante il mese di Ramadan. "Nel nome della jihad del sesso, le donne sono state messe in vendita a prezzi che oscillano tra le 500 e le 2.000 dollari" spiega il ministero iracheno. Le donne vengono anche "regalate" dopo alcune competizioni organizzate ad hoc, come fossero premi: "I criminali dell'Isis - prosegue il comunicato - hanno inventato anche un concorso per la lettura del Corano (libro sacro dell'Islam). Ai primi tre classificati, in premio una donna". 

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Rapire ragazze è diventata una parte fondamentale della strategia militare, è il modo in cui i combattenti stranieri vengono attirati in Iraq e la Siria: negli ultimi 18 mesi i foreing fighters sono arrivati in massa. "Questo è il modo in cui attrarre giovani: 'abbiamo donne in attesa per voi, vergini da sposare" spiega Zainab Bangura, rappresentate Onu che da anni si batte contro la violenza sessuale, in particolare quando questa viene utilizzata come "arma di guerra" durante i conflitti internazionali. Il caso dell'Isis è emblematico: un recente rapporto delle Nazioni Unite ha fatto sapere che sarebbero circa 25mila i combattenti stranieri provenienti da oltre 100 paesi coinvolti nei conflitti di tutto il mondo e il più grande afflusso è quello tra Siria e Iraq.

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