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Siria, alla vigilia del cessate il fuoco non si placano le violenze

Ban Ki Moon: "città e villaggi trasformati in zone di guerra", e sono 23mila i profughi siriani rifugiati in Turchia

I profughi siriani, in fuga da una Primavera araba che si è trasformata in una guerra, continuano ad arrivare in Turchia. Sarebbero 2300 le persone che hanno valicato il confine ieri, secondo quanto riporta la Bbc. In totale sono 42mila i siriani che hanno abbandonato il Paese dall’inizio degli scontri, e 23mila di questi si sono rifugiati proprio in Turchia.


Intanto in Siria continua l’escalation di violenza, nonostante il piano di pace in sei punti presentato da Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, e accettato dal presidente Bashar al Assad. Ieri il primo ministro turco Recep Tayyp Erdogan aveva mostrato la propria sfiducia nei confronti delle promesse fatte da Assad. “Spara contro la gente ma dice di star ritirando le truppe. Non sta ritirando le truppe, ma ingannando la comunità internazionale”.


Sempre ieri il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon aveva lanciato l’allarme, dichiarando che in Siria “città e villaggi sono stati trasformati in zone di guerra”. “I diritti umani del popolo siriano continuano ad essere violati ... la richiesta di aiuri umanitari sta crescendo drammaticamente”, aveva inoltre aggiunto parlando di fronte all’Assemblea generale dell’Onu.  

Ieri era volato a Damasco Robert Mood, ufficiale norvegese incaricato da Kofi Annan di preparare il campo per i circa 250 osservatori dell’Onu attesi per far rispettare il piano di pace, attivo dal 10 aprile, e che dovrebbe portare ad un completo cessate il fuoco entro le 48 ore seguenti. Bashar Ja’afari, ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, ha precisato che anche se vi sarà il ritiro delle truppe, rimarrà comunque sul territorio una forza di polizia per “garantire protezione ai civili”. Annan sarà inoltre in Iran l’11 aprile, per garantirsi il sostegno di altre potenze della regione. Secondo le Nazioni Unite sono 9mila le persone che hanno perso la vita dall’inizio del conflitto, a cui Damasco aggiunge anche 2mila forze dell’ordine.  
 

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