sabato, 20 dicembre

Siria, appello alla moglie del presidente Assad

Su YouTube un video dove si chiede alla First Lady di convincere il marito a mettere fine alle violenze, e intanto i Caschi blu dell'Onu si recano ad Homs

Giulia Sabella 23 aprile 2012

Continuano gli appelli alla pace in Siria. A mobilitarsi questa volta sono state Huberta von Voss Wittig e Sheila Lyall Grant, mogli degli ambasciatori tedesco e britannico alle Nazioni Unite. Le due donne si sono rivolte direttamente a Asma Assad, moglie del presidente siriano Bashar, in un video pubblicato su YouTube e riportato sul sito della Bbc, dove viene chiesto alla First Lady di fare pressioni sul marito affinchè metta fine alle violenze nel Paese.


 “Cosa ti è successo, Asma?” si chiedono la Witting e la Grant. Prima del marzo 2011, data dell'inizio delle rivolte, la moglie del presidente siriano aveva più volte parlato a favore della pace. La signora Assad, educata in Inghilterra, aveva anche promosso l’immagine della Siria in Occidente, diventando una icona della moda e dello stile. Questa immagine è stata però fortemente danneggiata un mese fa quando, all’apice delle violenze, il quotidiano britannico The Guardian pubblicò alcune mail private della First Lady, dove venivano messi in risalto i gusti della donna per le scarpe di lusso e i vestiti costosi.


Ha fatto sentire la propria voce anche Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba in Siria.  “Invito tutte le forze, che siano del regime, dell’opposizione o altro, a deporre le armi e a collaborare con gli osservatori dell’Onu per consolidare lo stato del fragile cessate il fuoco” si legge in un comunicato riportato da Al Jazeera. “In particolare il governo deve desistere dall’usare armi pesanti e, come era stato promesso, deve ritirare queste armi e le forze armate dai centri abitati e impegnarsi pienamente per portare a termine i propri impegni nell’ambito del piano di pace in sei punti”, si legge nel documento.


Intanto continua la missione degli otto osservatori dell’Onu, che hanno il compito di preparare l’arrivo di altri 300 Caschi blu. Gli uomini delle Nazioni Unite si sono recati ieri ad Homs. “A seguito della visita, due osservatori dell’Onu hanno deciso di rimanere ad Homs fino al pomeriggio di domani”, aveva dichiarato ieri il portavoce Neerai Singh. Ma già oggi in questa stessa città, da mesi epicentro degli scontri, sarebbero morti tre civili, come riporta Euronews.
 

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