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Siria, in azione i Caschi blu dell'Onu

L'arrivo dei primi osservatori non mette fine alle violenze. Nuovi scontri ad Homs e Ban Ki-moon si dice "molto preoccupato"

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon

Sono arrivati ieri notte i primi 15 Caschi blu mandati dalle Nazioni Unite in Siria che da oggi dovranno monitorare lo stato del cessate il fuoco e del processo di pace nel Paese. Come riporta il quotidiano francese Le Monde, altre 15 persone arriveranno nei prossimi giorni.


“La Siria approva la missione degli osservatori dell’Onu in quanto non ha niete da nascondere e spera che questi osservatori trasmetteranno l’immagine reale di quello che sta accadendo nel territorio”, si legge sull’agenzia di stampa locale Sana (Syrian Arab News Agency). Nonostante la presenza degli uomini delle Nazioni Unite, nel Paese continuano le violenze, in particolare nella città di Homs, da mesi epicentro degli scontri.


“Se la violenza continua, anche in maniera spordica come abbiamo visto negli ultimi giorni, (la situazione, ndr) potrebbe diventare molto precaria e compromettere il funzionamento delle operazioni degli osservatori” ha dichiarato il segretario gerale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, esortando Damasco e i ribelli a collaborare. “La più piccola scintilla può mettere fine alla già fragile tregua”, ha continuato, aggiugendo di essere “molto preoccupato”. “Il governo siriano ha bombardato la città di Homs” ha infatto detto Ban, come riporta Euronews. “Insisto affichè il cessate il fuoco sia rispettato”.


Susan Rice, ambasciatrice statunitense all’Onu, ha ribadito il proprio scetticismo, affermando he che “queste nuove violenze fanno dubitare fortemente della serietà del regime”. Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni Unite che al’inizio del mese aveva presentato il piano di pace a Bashar al Assad, ha auspicato l’invio di 250 osservatori sul territorio siriano, ma il Consiglio di sicurezza ha affermato che la missione si potrà recare nel Paese solo quando ci sarà uno stop totale delle violenze.
 

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