Siria alle urne il 7 maggio. Usa: "assurdo votare ora"

Il presidente Bashar al Assad chiama il paese al voto. Ma i rapporti forniti da Onu e Amnesty International avvertono: "violati i diritti umani". L'Italia chiude la propria ambasciata

Circa 8mila morti in un anno. Oltre 30 profughi. Questo lo scenario in cui in Siria a maggio si terranno le elezioni.

L'annuncio del presidente Bashar al Assad è stato accolto dagli Usa come una farsa: "Assurdo votare ora". Con l'annuncio di prossime elezioni il presidente siriano ha, invano, tentato di calmare quanti, da Kofi Annan in veste di inviato speciale dell'Onu e della Lega Araba, a Nassir Adbulaziz al-Nasser, presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, erano in attesa di proposte concrete da parte di Damasco.

Cessate il fuoco, dialogo con gli oppositori, aiuti umanitari alla popolazione. Queste le richiesta di Kofi Annan. Elezioni il 7 maggio l'unica proposta arrivata da Bashar al Assad. Una proposta giudicata praticamente inutile se si considera che i deputati continuano ad essere scelti dal regime e, soprattutto, che in un anno in Siria sono state uccise circa 8mila persone. Ma i dati non si fermano al numero dei caduti sotto le rappresaglie del regime. Secondo le cifre fornite dall'Onu, oltre 30mila persone in un anno sarebbero fuggite dal paese mentre 200mila siriani sarebbero sfollati.

"Volevo morire" - A questi dati, si aggiunge un nuovo rapporto fornito da Amnesty International dal drammatico titolo "Volevo morire: parlano i sopravvissuti della tortura in Siria". Nel documento vengono spiegati i 31 metodi di tortura praticati dalle forze di sicurezza, dai militari e dalle bande armate filo governative. Il tutto, ricostruito dai racconti di testimoni e vittime che Amnesty ha incontrato in Giordania un mese fa. Testimonianze "che descrivono dall'interno un sistema di detenzione e interrogatori che, a un anno dall'inizio delle proteste, ha il principale obiettivo di degradare, umiliare e mettere a tacere le vittime col terrore" ha spiegato Ann Harrison, vicedirettrice del programma Medio Oriente di Amnesty International.

Il dossier entra poi nei particolari dell' "arresto tipico" sotto il regime di Bashar al Assad. Tutto inizia con un bel pestaggio. Quindi l'haflet al-istiqbal, letteralmente "festa di benvenuto" dove il prigioniero viene accolto da calci, pugni, bastonate, colpi di frusta. Il tutto, "all'aperto anche per 24 ore". Quindi l'interrogatorio "del pneumatico". Il detenuto, secondo i racconti dei testimoni, "viene infilato in un pneumatico da camion, sospeso da terra, e picchiato con bastoni. E tra una violenza sessuale e diverse ore sospeso per aria con le dita dei piedi rasenti al pavimento, uno studente di 18 anni ha raccontato che il suo interrogatorio è stato sospeso dai suoi aguzzini che con una tenaglia hanno iniziato a strappargli via la pelle delle gambe. 

Intanto l'Italia ha deciso di chiudere la propria ambasciata e di richiamare lo staff diplomatico.

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