Siria, Obama: "Sono pronto a dare l'ordine dell'attacco"

Durissima la reazione di Teheran: "L'intervento americano provocherà reazioni al di là di questo paese". Damasco intanto dichiara di essere pronta: "L'esercito siriano è in piena mobilitazione e ha il dito pronto sul grilletto"

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando dal Giardino delle Rose della Casa Bianca, ha dichiarato che gli Stati Uniti "devono intervenire militarmente" in Siria. "Sono pronto a dare l'ordine dell'attacco", ha aggiunto Obama, ma in quanto leader di un paese democratico vuole "cercare l'autorizzazione dai rappresentanti del popolo americano al Congresso", "subito dopo la pausa estiva".

L'attacco con le armi chimiche compiuto dal regime di Damasco "è contro la dignità umana e contro la sicurezza nazionale" e "quella dei paesi alleati", ha spiegato Obama motivando la sua decisione di intervenire militarmente in Siria, anche per "evitare un'escalation nell'uso delle armi chimiche". "Questa minaccia deve essere affrontata", ha ribadito Obama.

Il presidente ha parlato di un attacco "mirato, senza truppe di terra, azioni mirate e limitate nello scopo e nel risultato", "noi siamo pronti ad attaccare in qualsiasi momento".

NAVI DA GUERRA USA NEL MEDITERRANEO

"Il giusto è il potere - ha proseguito Obama - anche se non ci sono opzioni facili, la nostra sicurezza e i nostri valori ci chiedono di non far finta di non vedere. Io sono pronto ad agire per far fronte a queste violenze", ha concluso Obama.

Ma anche la Siria dichiara di essere pronta. L'esercito siriano "è in piena mobilitazione e ha il dito pronto sul grilletto". Con queste parole si è espresso il primo ministro siriano, Wael al-Halqi, di cui la televisione pubblica ha letto un comunicato: "L'esercito è pronto a far fronte a qualsiasi minaccia e a qualsiasi scenario". I venti di guerra sulla Siria soffiano comunque più forti: in serata, a Washington, è atteso l'intervento del presidente Barack Obama.

MINISTRO MAURO: "UNO SCENARIO DEVASTANTE"

Anche il capo dei pasdaran, Mohammad Ali Jafari, comandante dei Guardiani della rivoluzione islamica, il corpo delle forze speciali iraniane, ha lanciato un severo monito contro un eventuale intervento militare americano in Siria, affermando che esso provocherebbe reazioni "al di là" delle frontiere di questo Paese.

"Se gli americani credono che un intervento militare sarà limitato all'interno delle frontiere della Siria, questa è un'illusione e provocherà reazioni al di là di questo paese", ha dichiarato il comandante Mohammad Ali Jafari, citato dall'agenzia Isna.

KERRY: "ABBIAMO LE PROVE DI USO DEL GAS SARIN"

Nelle ultime 24 ore, ha reso noto il segretario di Stato americano John Kerry in interviste concesse a Fox News e Nbc, sono arrivate le prove dell'uso di gas sarin da parte del regime di Assad, dopo l'analisi di campioni di sangue e capelli delle vittime dell'attacco di Damasco.
 Il segretario di Stato John Kerry ha quindi paragonato il presidente siriano Bashar al Assad a Hitler e Saddam Hussein.

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