Siria, l’esercito turco è entrato ad Afrin: "Città interamente sotto il nostro controllo"

Nel Nord-Ovest della Siria, più di 200.000 civili sono fuggiti da Afrin negli ultimi tre giorni a fronte dell’avanzata delle forze turche. Nelle ultime ore il conflitto ha conosciuto un'escalation impressionante

Bombardamenti in Siria

Continua l’offensiva turca contro l’enclave di Afrin nella Siria del nord, una zona controllata dalle forze curde Pyd-Ypg che Ankara ritiene vicine al Pkk, organizzazione separatista con cui la Turchia è in guerra dal 1984. L'operazione "Ramoscello d’ulivo" era stata annunciata da tempo, nell'indifferenza quasi totale dell'Occidente. Nelle ultime ore il conflitto ha conosciuto una escalation impressionante.

Come riferisce Askanews, che cita l’Osservatorio siriano per i diritti umani,   nelle scorse l’esercito turco è entrato nella città siriana di Afrin a maggioranza curda e ha preso il controllo di diversi quartieri. 

L'Osservatorio ha riferito di "combattimenti in corso dentro la città, dove le forze turche i loro alleati ribelli hanno occupato alcuni quartieri", tra cui  Ashrafieh e Jamiliyyeh.

Ma a sentire Erdogan l'operazione "Ramoscello d’ulivo" avrebbe già raggiunto il proprio obiettivo. Il presidente turco ha affermato che i combattenti siriani, alleati di Ankara, hanno preso il controllo totale del centro della città siriana a maggioranza curda di Afrin. "Le unità delle Forze siriane di liberazione, sostenute dall’esercito turco, hanno preso il controllo totale del centro di Afrin questa mattina alle 8:30 (le 6:30 in Italia)", ha dichiarato Erdogan.

La grande fuga da Afrin

Nel Nord-Ovest della Siria, più di 200.000 civili sono fuggiti da Afrin negli ultimi tre giorni a fronte dell’avanzata delle forze turche. Ieri un raid aereo turco ha ucciso 11 civili mentre cercavano di fuggire, mentre altre 16 persone sono morte nel bombardamento messo a segno giovedì sera contro l’ospedale della città. Ankara ha smentito di aver colpito la struttura sanitaria. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono oltre 280 i civili morti dall’inizio delle operazioni turche, lanciate il 20 gennaio contro i combattenti curdi delle Unità di difesa del popolo (Ypg), alleati degli Usa nella lotta ai jihadisti dello Stato islamico (Isis), ma considerati dei “terroristi” da Ankara.

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